GB, scienziato si inietta virus informatico e infetta altri pc

Straordinario esperimento di cibernetica all’università di Reading: un giovane scienziato avvicina incredibilmente ai nostri tempi i concetti visti in “Blade Runner” o “Atto di forza” e si impianta un chip di tipo “RFID” (acronimo di identificazione ad alta frequenza) dopo averlo infettato con un virus informatico appositamente creato dal suo team.

Gli scienziati si sono basati sul sistema RFID che controlla gli accessi al laboratorio e successivamente hanno creato un malware  caricato sul chip che il loro collega si è impiantato nel polso: il risultato è stato l’infezione di tutte le schede magnetiche del laboratorio in grado di ricevere l’impulso radio del chip RFID.

Lo scopo era quello di dimostrare che con l’avvento di protesi bioniche per il corpo umano questi virus potranno infettare anche l’uomo, che a sua volta potrebbe girarlo su altri computer mediante il wireless: i possibili effetti su apparecchi come pace-maker e impianti cocleari potrebbero essere letali.

In linea teorica sarebbe possibile anche un attacco hacker su certe protesi, in modo simile a ciò che è avvenuto in un recente esperimento in cui un gruppo di pirati informatici ha preso il controllo del sistema telematico di un’automobile, che ovviamente non prevede antivirus, riuscendo a guidarla a distanza.

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