Good Bye Amy Winehouse: una voce soul che toccava l’anima

Sky News annuncia la morte di Amy Winehouse, la famosa cantante soul and r&b inglese di origini ebraiche.

Era un talento per la sua voce così soul che toccava l’anima e rappresentava la novità nell’asfittico panorama musicale internazionale, cosi’ artificioso e commerciale ma era anche schiava dell’alcool e della droga, la sua rovina, la sua morte.

La causa del suo decesso sembra dovuto ad un forte cocktail di farmaci e droga ed e’ avvenuto a casa sua, a Camden Square, a Londra. Ultimamente il suo management aveva dovuto annullare tutte le date del suo tour causa eccessi di droga ed alcool.

L’ultimo concerto fu tenuto lo scorso giugno a Belgrado dove circa 2000 fans la fischiarono ed insultarono tutto il tempo perche’ sul palco era decisamente fatta, ubriaca e non reggeva il ritmo, i tempi della band e per due volte era sparita dalla scena.

Amy Winehouse era questo purtroppo, una vita di eccessi ma era anche arte, musica, talento e come tutti i grandi genii, genii maledetti erano l’arte la musica il frutto dell’eccesso, dell’estremo, del suo vivere boarderline.

Il suo primo album risale al 2003 ed era intitolato semplicemente Frank ma il grande successo arriva nel 2006 con l’album Back to Black che conteneva il tormentone Rehab che in inglese e’ il diminutivo per dire rehabilitation, riabilitazione in questo caso da droghe alcool, anorissia e bulimia portando il suo male di vivere, la sua depressione ed infelicità dentro la canzone come se la canzone la salvasse da quel mix mortale che l’avrebbe portata alla fine a soli 27 anni.

Addio Amy, con te perdiamo un’amica e la grande musica e ti ricorderemo soltanto per la tua voce soul, quell’anima che ora e’ in alto, nel cielo.

Oggi i funerali di Amy Winehouse in forma privata.

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