Google accusata di raccogliere illecitamente dati sensibili attraverso Street View

Dopo la diatriba tra Samsung e Apple in cui è stato coinvolto anche Google come soggetto a conoscenza dei fatti, nuove accuse arrivano all’indirizzo del noto motore di ricerca, in questo nuovo episodio parliamo del caso “Street View” che, per chi non lo sapesse, riguarda la raccolta di dati sensibili, effettuata alcuni anni fa dai numerosi strumenti della casa Mountain View impegnati ad effettuare fotografie per le strade delle città sparse per tutto il pianeta.

Già da diverso tempo Google è stato invitato ad eliminare questi dati, ma la svolta è arrivata alcuni giorni fa quando il colosso di BigG davanti all’ Information Commissioner’s Office (ICO) britannico avrebbe ammesso di non aver realmente eliminato i dati in questione, come ad esempio email e password di persone assolutamente all’oscuro di questa prassi.
Nei prossimi giorni dunque Google verrà messa nuovamente sotto pressione soprattutto dai mira per il fattaccio che inizialmente si limitava solamente al Regno Unito, ma che poi si estesa al resto dei paesi europei, oltre ai tutti quei paesi dove i mezzi di Street View sono stati accusati di raccolta priva di autorizzazione di dati nominati “payload”. Secondo quanto affermato da un dirigente della ICO, verrà condotta un’analisi approfondita sui dati ancora esistenti ed in possesso di Big G, analisi che potrebbe poi conseguire in una multa da oltre 630.000€, nel caso in cui dovessero emergere violazioni al Data Protection Act.


L’ammissione di colpa da parte di BigG è arrivata per mano di un messaggio inoltrata che ha inoltrato le scuse formali alla ICO. Siamo sicuri però che le scuse di Google non basteranno ad evitare la multa che sicuramente verrà comminata ai danni del colosso americano, ma è auspicabile che dopo questa lezione si comporti nella maniera migliore, eliminando i dati sensibili ancora in suo possesso.

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