Google Books: le lunghe mani di Google

Pubblicazione1Il leader della ricerca di internet, sta cercando di mettere le mani su milioni di libri protetti da copyright, per inserirli nella sua biblioteca digitale, Google Books.

L’offerta arriva due mesi dopo che il Dipartimento di Giustizia statunitense aveva valutato un accordo tra Google con la Società Autori ed Editori.

Il gigante dei motori di ricerca, spera di mantenere vivo l’accordo con una serie di nuove disposizioni, tra cui una maggiore disponibilità di offrire sconti sui libri elettronici.

La concessione presentata in ritardo, venerdi a New York presso il  giudice federale, sono l’ultimo atto di una “class action” contro Google che ha presentato quattro anni fa, un accordo con gruppi che rappresentano gli interessi degli autori e degli editori statunitensi, che prevede l’autorizzazione di poter fare copie digitali di tutti i libri del mondo, calpestando così i diritti di proprietà intellettuale delle opere.

Il presidente dell’Open Book, Peter Brantley ha detto: “Da un nostro primo esame della proposta, abbiamo riscontrato un vero e proprio colpo di mano di Google e i suoi partner, che mira a servire solo i suoi interessi commerciali. Ha espresso fiducia per le revisioni ottenute dal tribunale, anche se insufficienti a rispondere a tutti i dubbi sollevati dal Dipartimento di Giustizia.

C’e’ stata una viva protesta dei rappresentanti francesi e tedeschi contro la “concessione”, ritenendola dannosa per il copyright nei loro paesi.
La concessione riveduta e corretta si applica solo ai libri registrati presso l’ufficio statunitense sul copyright o pubblicati in Canada, nel Regno Unito o in Australia.

Gran parte delle preoccupazioni sono concentrate sul fatto che Google potrebbe avere un monopolio sulle cosiddette “opere orfane” ovvero, su quelle opere ancora protette da copyright, ma delle quali, gli autori non sono conosciuti. Se questi questi autori o i loro eredi non le rivendicano, i soldi provenienti dalle vendite andranno nel fondo condiviso tra autori ed editori che hanno stipulato l’accordo con Google.

La “concessione”, rivista, avrà l’udienza finale stabilita dal tribunale per il 18 febbraio.

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