GOOGLE PENGUIN E IL MISTERO DEL PAGERANK

Alla fine Google Penguin è arrivato: si tratta del nuovo algoritmo destinato a provocare un terremoto nel web, introducendo pesanti penalizzazioni per tutti quei siti che finora galleggiavano in cima ai risultati di ricerca reggendosi su discutibili tecniche di link building e keyword stuffing piuttosto che sulla qualità dei contenuti.
L’obbiettivo, sacrosanto, è garantire una migliore qualità della ricerca, privilegiando i siti realmente interessanti per gli utenti.

In realtà la possibilità di costruire la propria popolarità sul web utilizzando tecniche relativamente economiche ed efficaci aveva contribuito a garantire, paradossalmente, una certa democraticità della rete, consentendo a migliaia di webmaster e piccole aziende di emergere scavalcando anche i grossi nomi del web nei risultati delle ricerche. Con Google Penguin molti di questi siti spariranno dalle prime pagine di Google, spesso con pesanti conseguenze economiche. Fare business sul web rischia di diventare dunque più difficile per i piccoli, che non potranno più contare su strategie affidabili per garantirsi una buona visibilità in tempi ragionevoli.

Cosa c’entra il Pagerank in tutto questo? Il pagerank è un elemento abbastanza misterioso, tanto che ancora oggi non è chiaro quanto possa influire sul posizionamento di un sito: molti webmaster sostengono che sia un parametro assolutamente inutile, altri lo inseguono come un miraggio. Il fatto è che il Pagerank è diventato uno dei punti di riferimento per la valutazione di un sito: avere un buon pagerank permette di posizionarsi meglio sul mercato pubblicitario, ed in generale offre al webmaster un elemento di valorizzazione del proprio lavoro, che si concretizza nel momento in cui si decide di vendere un sito già avviato. In altre parole, un peggioramento del Pagerank significa spesso una perdita di valore del sito.

Difficilmente un piccolo sito può contare su un grande numero di backlinks spontanei e di qualità, quindi è necessario cercare di incrementare il Pagerank utilizzando tecniche compatibili con il nuovo algoritmo Google Penguin, per esempio ottenendo backlinks di qualità, non provenienti da network di vendita links e nemmeno da siti di article marketing. Sulle piattaforme di microbusiness, per esempio, si trovano servizi per acquistare articoli con link al proprio sito su blog di qualità, a prezzi decisamente contenuti: in questo modo è possibile incrementare il proprio pagerank in modo graduale, spendendo pochi euro.

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