Grande Fratello: L’Incubo

Vorrei che fosse un sogno, ma temo che non lo sia. Mi sento vigile e cosciente. Troppo cosciente.

Sbattuto davanti alle telecamere in una casa che non è la mia e con persone che non sento mie. Figaccioni pompati e maggiorate solo nelle tette, che il dubbio che la compensazione con il cervello sia una legge di Madre Natura viene spontanea.

Fermate questo circo che voglio scendere. Evidentemente devo essere morto e questo inferno deve essere la punizione per chissà quale crimine che ho commesso e che non ricordo. Pena maggiore non poteva essermi comminata.

Non so come muovermi. Non so chi ascoltare perchè nulla di ciò che echeggia riveste un minimo di interesse per me. Nulla di ciò che esce da quelle labbra ha una parvenza di intelligenza o profondità.

Nominatemi subito o ditemi cosa fare per non restare più di una settimana in questa gabbia. Ma se inferno è, so che resterò prigioniero per sempre vedendo alternarsi, intorno a me, gusci vuoti a ripetizione.

Datemi un libro, un film o un disco per potermi isolare. E leggerò le stesse parole, guarderò le stesse scene e ascolterò le stesse canzoni, anche all’infinito.

E il fragore che mi circonda mi toglie il respiro. Il mio cuore sta battendo all’impazzata, che se non sono ancora morto succederà all’istante. Posso provare. Provare a morire sperando che questa non sia la morte.

E non voglio entrare in mille case. E non voglio essere spiato da mille occhi. E non voglio restare con questa gente. E non voglio che chicchessia mi giudichi per gioco.

Svegliatemi o uccidetemi, ma fermate questo circo.

One Response

  1. blogalladeriva 2 febbraio 2010

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