Grasso ammette trattativa tra Stato e mafia

grasso-stato-mafiaIl procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, in un’intervista rilasciata a rai news 24, ha convalidato la tesi della trattativa tra Stato e mafia.

La trattativa sarebbe avvenuta nei primi anni novanta,a cavallo tra la strage di Capaci e quella di via D’Amelio, in cui persero la vita Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Il tramite tra cosa nostra e le istituzioni viene identificato in Vito Ciancimino,ex sindaco di Palermo,che avrebbe scritto di proprio pugno le richieste da esaudire per evitare ulteriori stragi.

Secondo Grasso la trattativa servì a salvare la vita a numerosi politici finiti sulla lista nera dell’allora boss di cosa nostra Totò Riina. L’apertura di un dialogo tra mafia ed istituzioni avrebbe sì salvato numerose vite, in quanto la mafia si accorse che non sarebbe stato utile eliminare chi poteva esaudire le proprie richieste, ma avrebbe anche consegnato di fatto lo Stato in mano alla criminalità organizzata.

Ora per gli inquirenti restano da capire le modalità con le quali tale trattativa venne condotta e le persone che lavorarono per una buona riuscita della stessa.Tali affermazioni, se verranno confermate dalle indagini,aprirebbero un altro capitolo della storia italiana vergognoso ma allo stesso tempo necessario per non rendere vano il sacrificio di due magistrati caduti per la giustizia.

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