Guida allo studio delle Lettere. Metrica: i versi brevi

Metrica e Stilistica: i versi brevi e doppi.

La volta scorsa abbiamo discorso intorno all’endecasillabo, il verso più lungo e anche il più “complicato” sotto il profilo metrico. I versi più brevi dell’endecasillabo intanto non presentano cesura e per quanto riguarda gli accenti possiamo dire che l’accento obbligatorio è quello, sempre, che cade sulla penultima sillaba:

  • il Decasillabo (dieci sillabe): accento obbligatorio di nona; secondari in terza e sesta.
  • Ottonario (otto sillabe): accento obbligatorio di settima; secondario di terza.
  • Settenario: accento obbligatorio di sesta. Accenti secondari su una, a scelta, delle prime quattro.
  • Senario: accento obbligatorio di quinta.
  • Quinario: accento obbligatorio di quarta.
  • Quaternario: accento obbligatorio di terza.
  • Ternario: accento obbligatorio di seconda.

I versi brevi, nella nostra tradizione poetica, sono spesso in coppia. Si possono avere in genere Quinari, senari, settenari e ottonari doppi. Essendo molto lunghi, richiedono cesura, che è fissa a metà verso.

Consiglio statistico-pratico: inserire la cesura dopo due o tre parole (dipende dalla loro lunghezza) e sempre dopo una parola di pieno significato e piana [accento di penultima]  (quindi non dopo le congiunzioni); se in mezzo al verso compare virgola, inserirla in questa posizione.

Esempi pratico con doppio quinario (Pascoli, Canti di Castelvecchio):

Quando apparìsce || l’oro nel grano

Col verdolìno || nuovo dei tralci

E già nell’òre || d’ozio il villano

Sopra una piètra || batte le falci…

Enzo Sardellaro, professore di Lettere Italiane e Storia.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *