H1N1, statistiche allarmanti per l’inverno!

h1n1 virus pigIeri, martedì, l’unione europea ha pubblicato un elenco di persone che dovrebbero essere le prime vaccinate contro l’H1N1 flu, l’inflluenza suina.
Priorità ai casi più gravi, alle donne in gravidanza e ai medici.

Questa suddivisione in priorità è necessaria perché probabilmente non ci sarà subito vaccino per tutti, e anche se così fosse, la distribuzione impiegherebbe tempistiche più lunghe.

Nel frattempo in America le statistiche seminano allarmismo: si parla negli States di un prossimo inverno al fulmicotone con quasi 2 milioni di possibili contagi e una percentuale di 90.000 possibili morti.
La preoccupazione è che, sebbene la forma della malattia sarebbe per la maggior parte lieve, le persone potrebbero richiedere un trattamento di terapia intensiva occupando letti preziosi ed intasando il servizio sanitario.

Questo scenario a dir poco disastroso e preoccupante, è stato delineato da alcune stime, pubblicate due giorni fa, lunedì, da parte di esperti sul possibile impatto della pandemia negli Stati Uniti. Gli esperti si sono basati su pandemie precedenti, come quella asiatica del 57-58, e sulla diffusione repentina del virus negli ultimi mesi nell’emisfero australe (come spiega Mark Lipsitch).

Nulla riguardo all’influenza è pronosticabile dichiarano i funzionari della sanità pubblica americana, nel tentativo di screditare l’allarmismo generatosi da lunedì a seguito della pubblicazione di questi studi, anche se l’espressione impronosticabile, lascia di per sé un velo di preoccupazione (dopotutto significa che tutto è possibile… anche quanto pronosticato).

Time.com ci tiene a sdrammatizzare, e non a torto, pronunciando le fatidiche parole “Still, there’s reason to be worried about H1N1.“. E precisando che queste statistiche non tengono conto dell’imminente vaccino attualmente in fase di “testing” alla University of Maryland (Baltimora). Vaccino tralaltro già testato con successo sugli animali.

E allora è stato il dottor Thomas Frieden a rincarare la dose, puntualizzando sull’argomento, come specifica ancora il Time: non ci sono sufficienti test sul nuovo vaccino!

Così ha parlato il direttore del Center for Disease Control con l’intenzione, probabilmente, di frenare la tentazione dettata dalla fretta e dall’urgenza di trovare una soluzione definitiva a tutti i costi in tempi proibitivi, cosa che potrebbe portare ad un inscatolamento prematuro del medicinale.

Insomma, il messaggio è: completare i test e poi inviare i vaccini e non viceversa come la fretta indurrebbe a fare. Ad ogni modo gli addetti ai lavori hanno riscontrato note positive ed il vaccino potrebbe essere pronto ad ottobre, quindi prima della pericolosa stagione invernale.

Funzionari europei hanno già detto che quest’inverno alcune scuole potrebbero chiudere se si verificano focolai abbastanza intensi nelle loro strutture. Anche se Kathleen Sebelius, Segretario dei servizi sanitari e umani degli States, è contrario a questo tipo di soluzioni: “What we learned last spring is that shutting a school down sort of pre-emptively doesn’t stop the virus from spreading,” – “Quello che abbiamo imparato la scorsa primavera è che chiudere una scuola per fare prevenzione non ha fermato il virus dalla sua diffusione”. Ma chissà se effettivamente non l’abbia diminuita…

Ed in effetti, una ripresa delle influenze H1N1 è prevista proprio per settembre, con il rientro a scuola…

Sdrammatizziamo un pò, quello che proprio devono evitare i ragazzi a questo punto, è far finta di avere l’influenza per …restare sotto le coperte la mattina !

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