I 5 punti del Manifesto delle Imprese per l’Italia

E’ stato presentato ieri il Manifesto delle Imprese per rilanciare la crescita economica e salvare quindi l’Italia.

Il Manifesto delle Imprese per l’Italia è un documento composto da 5 punti consivisi da: Confindustria, Abi, Rete imprese, Alleanza Cooperative ed Ania.

Ecco un riassunto dei 5 punti del Manifesto delle Imprese:

1. Spesa pubblica e riforma delle pensioni. Sono necessarie delle riforme strutturali della spesa pubblica, la quale, è aumentata dal 41,8% al 46,7% del Pil negli ultimi anni. Secondo quanto dichiarato, sarà essenziale non adottare tagli indiscriminati, ma ma sarà importante colpire i veri sprechi dello Stato e delle Pubbliche amministrazioni. Intervenire sui costi della politica. Maggiore efficienza della sanità. Riforma delle pensioni per stabilizzare il debito pubblico e rendere più equo il rapporto fra le varie generazioni:
accelerare l’aumento dell’età di pensionamento di vecchiaia ed equiparare l’età di pensione tra uomini e donne.

2. Riforma fiscale. Avviare una riforma del fisco che deve avere come obiettivo principale la riduzione del prelievo fiscale sulle famiglie e le imprese istituendo una patrimoniale sui grandi patrimoni soperiori ai 1,5 milioni di euro. Avviare all’abolizione dell’Irap partendo dalla componente della stessa relativa al costo del lavoro. Rafforzare tutte le misure per il contrasto all’evasione fiscale. Ridurre a 500 euro il limite per l’utilizzo del contante incentivando quindi la moneta elettronica. Rimodulazione del prelievo fiscale su persone e imprese.

3. Cessione del patrimonio pubblico. Piano per la cessione del patrimonio pubblico italiano, sia mobiliare che immobiliare, da mettere quindi a reddito. Privatizzazioni nel settore dei servizi pubblici locali e dismissione delle partecipazioni societarie.

4. Liberalizzazioni e semplificazioni. Abbattimento delle barriere all’entrata di nuovi concorrenti e di tutti quegli ostacoli che impediscono o rallentano l’esercizio delle attività economiche. Liberalizzare tutti i servizi professionali. Istituire un’Autorità indipendente dei trasporti e autorità indipendenti in tutti quei settori economici che ne sono privi. Semplificare degli oneri burocratici e riformare il Titolo V della Costituzione per tornare alla competenza esclusiva dello Stato in materia di energia, grandi reti e infrastrutture.

5. Infrastrutture ed energia. Selezionare le poche e soprattutto reali priorità di intervento soprattutto in campo energetico e di infrastrutture soprattutto per il Mezzogiorno. Sbloccare la realizzazione di quelle opere che sono state già finanziate sia con risorse pubbliche che private. Rispettare e raggiungere gli obiettivi fissati in tema di energie rinnovabili e efficienza energetica. Investire in ricerca per fonti rinnovabili e sostenibilità.

Il Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia ha inoltre avvertito il Governo, dichiarando: “fate le riforme entro metà ottobre o lasciamo i tavoli col governo“.

Le prime risposte arrivano dal Ministro per lo svilippo economico Saverio Romano che dichiara: “accettiamo la sfida, il Manifesto contiene alcune buone proposte concrete. Il Ministro Maurizio Sacconi esprime invece dei dubbi, soprattutto in riferimento alla patrimoniale e alle pensioni.

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