I misteri di “Apollo e le muse”, Un codice anche per il Tintoretto?

Una storia come tante altre, per 30 anni è rimasto rinchiuso nei magazzini del National Trust, la sovraintendenza britannica alle opere d’ arte, poi qualcuno si è deciso a dargli un’ occhiata, un breve restauro, ed oplà ci si è accorti che si tratta di un capolavoro di uno dei maestri del Rinascimento: il Tintoretto.

Solo che la storia non finisce qui, anzi forse inizia, infatti gli esperti non riescono a capire una serie di segni o segnali inseriti dall’autore nel dipinto, dopo il Codice da Vinci, un nuovo mistero ?

Il quadro acquistato nel 1849 da un collezionista d’arte britannico che se lo portò nella sua residenza nobiliare di campagna, sino al 1981 quando il National Trust ha preso possesso di Kingston Lacy, questo il nome della casa di campagna di mister Bankes.

Il quadro tuttavia rimase anonimo, in quanto per gli esperti il suo restauro era giudicato troppo costoso, per cui fu chiuso in un magazzino dove rimase per decenni.

Poco tempo fa il National Trust ha trovato finalmente i finanziamenti per il restauro dell’ opera, una volta terminato il lavoro gli esperti hanno concordato che lo stile, il tocco di pennello, la mano non poteva essere che quella del Tintoretto.

Ma il restauro, oltre a ridare splendore al quadro, ha rivelato anche una serie di almeno nove dettagli misteriosi.

La figura principale è Apollo, come suggerisce il titolo che gli era stato affibbiato da Banks, “Apollo e le muse”, o si tratta di Imene, dio greco del matrimonio.

L’uomo avvolto in un drappo blu è un poeta a cui viene presentata la sua sposa ?

Che significato ha il grosso dado grigio con 5 punti neri sotto una donna vestita di rosso?

Si tratta di Ercole, il personaggio in alto a sinistra, o forse è la dea Fortuna?

Questi, sono solo alcuni degli interrogativi che si sono posti i critici d’ arte, interrogativi che potrebbero essere risolti se si venisse a conoscere il nome di chi aveva commissionato tale opera.

Purtroppo di questo dipinto ‘ unica certezza è che risale al 1560 o 1570, L’esame ai raggi infrarossi e ai raggi-x ha confermato la paternità dell’ opera, aprendo però la via ad una serie di quesiti.

Cosa c’e’ dietro questo splendido dipinto ? I curatori del National Trust sperano di trovare, prima o poi, la risposta, per poter fornire spiegazioni ai visitatori, visto che nel frattempo il quadro è stato esposto al pubblico.

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