I pericolosi vapori di mercurio veicolati dalla pioggia

Una serie di voli effettuati ad alta quota ha consentito di scoprire come la stratosfera terrestre abbia un funzionamento analogo a quello di un grande laboratorio chimico che trasforma i vapori di mercurio e ne facilita l’ingresso nella catena alimentare.

Ogni anno, le attività industriali immettono nell’atmosfera migliaia di tonnellate di vapori di mercurio, metallo particolarmente pericoloso. Questi vapori possono però restare nell’atmosfera anche per molti anni, prima di essere trasformati in una forma ossidata, la quale precipita facilmente al suolo e va a finire negli ambienti acquatici e da lì, attraverso i pesci, ce la ritroviamo sulle nostre tavole.

Grazie a una serie di misure ad alta quota, Seth Lyman, professore emerito facente parte del team dell’Università dello Utah (Stati Uniti d’America), ha dimostrato che l’ossidazione del mercurio avviene principalmente nella stratosfera, da cui poi rientra facilmente nella troposfera e cade al suolo assieme alla pioggia.

Ciò sta a significare che il mercurio può ricadere al suolo anche a distanza di migliaia di chilometri dal luogo della sua immissione nell’atmosfera, e magari dopo aver effettuato innumerevoli volte il giro del globo terracqueo.

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