Il bullismo sui social network

Il bullismo verbale di cui sono capaci gli utenti sui social network lascia indignati. Chicche concettuali di tutto rispetto, si alternano a offese, ingiurie, diffamazioni, improperi, molestie e derisioni da parte di internauti che sembrano trovare sulla Rete l’unico luogo per una forma di socializzazione profondamente malata.

Per questi bulli non conta la capacità di argomentare, ma solo di usare la parola in modo distruttivo. I ragionamenti pacati dei lettori vengono tranquillamente abbandonati per abbracciare una <<scelta di campo>>, per imporre un atto di fede, dove la cagnara di chi insulta più forte ha la meglio sulla ragione e sulla conoscenza.

C’è un termine poco conosciuto dai profani di linguistica ed è quello della <<geometria lessicale>>. La capacità, cioè, di esprimere un pensiero in modo mirato, preciso, calibrato, limitandosi allo stretto necessario, senza eccedere nelle intenzioni, senza abusare di termini pericolosi per chi le pronuncia e per chi le ascolta.

Sui social network questa regola aurea è completamente violata. Da mesi si assiste a uno scempio verbale di ogni tipo, con utenti che approfittano della libertà concessa dalla Rete per discriminare pesantemente le autorità, gli immigrati, i meridionali, le donne o per diffamare e deridere tutti coloro che non si allineano al pensiero della massa.

C’è da rimanere disgustati e inorriditi davanti a simili manifestazioni di ottusa ignoranza espressa da certi bei tomi. Gente che ignora il fatto che quando la capacità di pensare si eclissa, quando gli istinti perversi prendono il sopravvento sulla ragione, allora comincia la parabola discendente di un intero popolo verso la barbaria più assoluta.

 

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