Il calcio italiano è finito nel “pallone”!

Il mondo del calcio italiano attraversa una crisi non solo sportiva, ma anche etica. Dopo il 2006, anno in cui scoppiava il caso denominato “calciopoli”, vicenda nella quale diverse squadre (tra cui Juventus, Milan, Fiorentina) furono accusate, e poi diversamente punite, di aver commesso illeciti sportivi, adesso divampa il caso “calcio scommesse”.

Non una novità in senso assoluto per il nostro calcio, visto che già in Italia in anni passati sono capitate vicende simili, ma pur sempre una vicenda triste e deprecabile. Così il procuratore federale Palazzi ha chiesto severe ed esemplari pene per tutti coloro i quali sono coinvolti nel misfatto in questione.

In questo senso il nome più altisonante è senza dubbio quello di Beppe Signori, ex capitano storico della Lazio, accusato (innocente fino a prova contraria, questo è chiaro!) di essere il capo di un’organizzazione di scommettitori.

Come se non bastasse i capitani delle venti squadre della lega di serie A hanno deciso di scioperare se la loro lega stessa non accetta le richieste fattele pervenire dall’associazione calciatori per quanto riguarda il contratto collettivo.

Il loro rappresentante Daminano Tommasi ha paventato questa ipotesi concreta alla lega di serie A che, per bocca del suo presidente Beretta, si rifiuta di sottostare a tali ricatti.

Ora, che dei lavoratori vogliano scioperare ci può anche stare. Anzi, arrivo a dire che è sacrosanto. Ma quando questi “lavoratori” guadagnano milioni di euro l’anno forse tutto questo nervosismo diventa quantomeno ingiustificabile e ingiustificato.

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