Il caso di Melania Rea vicino alla conclusione

La storia di Melania Rea è molto triste e sembra avvicinarsi alla conclusione. Lei una ragazza bella, ammirata, piena di vita, con una piccola bimba che amava; lei ha dovuto subire una morte orrenda.

Perchè? Perchè Melania aveva una dignità da difendere; aveva creduto e sposato un uomo, il quale aveva deluso in pieno le sue aspettative di lealtà, di amore, di fedeltà.

Una donna innamorata non riesce a capire l’atteggiamento ignobile del suo uomo, ma perdona più volte, cerca di ricucire i pezzi, di andare avanti. Per lei la famiglia viene prima di tutto.

Ma quando i tradimenti, le bugie sono parte della vita di lui, qualcosa dentro la donna si incrina, comincia a guardarlo con altri occhi, comincia a vedere l’uomo che ha sposato, per quello che è. In questo gioco delle parti, Melania comincia a rivalutare se’ stessa, lei come donna può farcela da sola, la sua famiglia la ama incondizionatamente, con loro si sente al sicuro.

Allora decide di riappropriarsi della sua vita, che non è complicata come quella del marito; la sua è una vita trasparente, alla luce del sole, scandita dalla quotidianità della vita familiare, la cura della sua piccola Vittoria, la casa, suo marito.

Rivela la sua decisione, forse in un momento di sconforto, di rabbia. Forse il giorno in cui è stata uccisa aveva trovato l’ennesima prova del tradimento, mai finito, di Salvatore. Glie lo dice che se ne sarebbe andata, gli grida in faccia tutto il suo disprezzo, lei non si tiene nulla. Il marito capisce che il potere che aveva su di lei vacilla, non è come le altre volte.

Melania è decisa a chiudere il rapporto, vuole il divorzio, ma lui da uomo egoista cerca di difendersi con altre bugie, cerca di mediare, ma questa volta lei non cede. Tutte le prove ci dicono che l’assassino è lui, il suo castello di menzogne che voleva tenere in piedi, a tutti i costi, Melania lo voleva far crollare. Non lo poteva permettere, non poteva permettersi di troncare la carriera, lui era militare, solo in caserma si sentiva qualcuno.

Oggi per lui c’è l’arresto. L’accusa è: omicidio volontario pluriaggravato dal vincolo di parentela, crudeltà e vilipendio di cadavere. Non si escludono complici, i quali se ci sono, verranno senz’altro identificati. Questione di tempo.

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