Il cibo modificherebbe i geni? I biotecnologi cinesi dicono di sì

Il proverbio ”sei quello che mangi” continua a trovare riscontri scientifici, alcuni veramente inaspettati. Infatti, una ricerca pubblicata su ”Cell Research” ha rivelato un meccanismo del tutto nuovo con il quale il cibo modifica l’espressione dei geni.

Il dottor Chen-Yu Zhang e il suo team di bio-tecnologi facente parte dell’Università di Nanchino, in Cina, volevano classificare i micro-Rna (cioè le molecole di Rna molto corte, presenti normalmente nelle cellule degli organismi) del latte materno.

Analizzando il latte materno però, gli studiosi hanno trovato micro-Rna di origine vegetale, di cui la maggior parte proveniva da broccoli, riso, cavolfiori e cavoletti di Bruxelles. Considerato che la cottura e la digestione non distruggono queste molecole, era logico pensare che provenissero dalle verdure ingerite. Poichè i micro-Rna regolano l’espressione genica, il quesito da porre è il seguente: ”questi pezzetti di informazione genetica vegetale interferiscono con il Dna umano oppure no?”

La risposta sembra essere positiva. Un micro-Rna del riso, ad esempio, sarebbe capace di ”spegnere” un gene legato alla sintesi di una proteina importante che aiuta l’organismo a eliminare il cosiddetto colesterolo cattivo, Ldl. L’equazione ”più riso, più Ldl” è stata testata nei topi, con tanto di contro-prova: inibendo l’azione del micro-Rna, i valori del colesterolo cattivo tornano alla normalità. Adesso ci si domanda: “è possibile modificare i cibi con micro-Rna dagli effetti positivi?“.

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