Il panico dilaga in Inghilterra, Londra in fiamme

Londra in fiamme! No, non è un film di fantascienza o qualche macabro libro.

È la pura verità. Le proteste dei giovani inglesi, iniziati a Londra dopo l’uccisione di un uomo che voleva sottrarsi all’arresto, si sono espanse, come un’epidemia irrefrenabile, in diverse città della Gran Bretagna.

Londra, la capitale, è devastata da roghi di auto e palazzi, negozi saccheggiati, civili feriti (vi è scappato pure il morto) e paura di chi può
solo assistere ad un tale scempio. Adesso però le manifestazioni, o meglio la
guerriglia (chiamiamola col suo vero nome!), si sono spostate in altre città
inglesi: Manchester, Birmingham, Liverpool, Nottingham ed altre ancora.

Il primo ministro inglese David Cameron ha interrotto anticipatamente le sue vacanze per dare una risposta concreta alle violenze. Dalle sue parole si evince che, sebbene siano già stati arrestati oltre cinquecento manifestanti, il governo farà scendere in strada sedicimila poliziotti pronti, all’occorrenza, a sparare sulla folla di manifestanti proiettili di gomma.

Con parecchio ritardo anche il sindaco di Londra ha interrotto le sue vacanze, tanto da essere additato come un buffone dai suoi stessi cittadini.

Certo è che anche i problemi più gravi dovrebbero essere risolti col dialogo tra civili e politica. Che senso ha la distruzione di un bene pubblico come una città?

2 Comments

  1. ivan 10 agosto 2011
  2. Batista87 10 agosto 2011

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