Il Parlamento italiano a mezzo servizio

La conferenza dei capigruppo ha deciso di chiudere i lavori della Camera dei Deputati fino al 13 dicembre, vigilia del voto di fiducia al governo, per “evitare incidenti parlamentari”.

Una gran bella notizia davvero, a parte che si dovrebbe specificare in cosa consisterebbero tali “incidenti parlamentari”, probabilmente altre sconfitte per la maggioranza, sempre meno tale, che potrebbero incoraggiare gli ultimi indecisi a votare si alla mozione di sfiducia del 14 dicembre. In proposito “P2” Cicchitto ha affermato: Meglio non affrontare questioni delicate in Aula

Ma oltre a tali considerazioni politiche, vale la pena soffermarsi su quanto ci costerà questa chiusura della Camera. Infatti i Deputati della sola Camera ci costano, minimo, oltre dodici milioni di Euro al mese (630 x 20.000 Euro/mese = 12.600.000).

Al giorno ci costano 420.000 Euro, pertanto se vogliono restare chiusi per dieci giorni, perché non rinunciare a 4.200.000 Euro per questo mese? Eh si, infatti perché dovremmo pagarli per dieci giorni in cui non “lavorano”? Vabbè che anche gli altri giorni è uguale, ma almeno, in tempi di crisi e di cassa integrazione selvaggia, sarebbe un gesto dignitoso rinunciare a tale somma.

Ma siamo sicuri che i deputati della Camera non rinunceranno a ciò, vogliono entrare nel “Guinness dei primati” come i cassaintegrati più oagati al mondo (dieci giorni di cassa integrazione a 6600 euro per dieci giorni, ciascun deputato).

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