Il progetto per accaparrarsi la miniera presente nelle rocce spaziali

Le risorse della Terra impallidiscono dinanzi alla ricchezza del sistema solare: non è anomalo dunque che scienziati, ingegneri aerospaziali e imprenditori miliardari stiano pensando come arricchire il nostro pianeta con materiali provenienti dallo spazio. Così, a Seattle (USA), è nata una società denominata Planetary Resources Inc. Il loro scopo è: ”Realizzare una nuova industria, la prima nel settore minerario al di fuori dei confini del pianeta Terra”.

In sintesi, estrazione e commercializzazione delle risorse naturali presenti nelle rocce spaziali che contengono ad esempio tanto uranio e platino in quantità finora mai estratte, più altri minerali rari da bastare per altre migliaia di anni. La prima sfida ha il nome di ”Near-Earth Asteroids”, cioè l’estrazione di metalli preziosi dagli asteroidi più vicini alla Terra. Se ne contano circa novemila, fra quelli grandi più di 150 metri.

Fondatori di questa iniziativa sono due specialisti, rinomati nella corsa all’esplorazione: Eric Anderson, ingegnere aerospaziale, ex responsabile delle missioni su Marte della Nasa; e Peter Diamandis, presidente della X-Prize Foundation (società che alimenta lo sviluppo di tecnologie avanzate), nonchè direttore della Singularity University.

Più spettacolare e ambiziosa di qualsiasi iniziativa portata avanti sino ad ora, la Planetary Resources è intenzionata ad andare lontano. Dice Eric Anderson: ”Disponiamo già di strutture robotiche in fondo al mare, a migliaia di metri sott’acqua, quindi non ci lasceremo spaventare dallo spazio”. Il quale, secondo lo scienziato, aiuterà l’economia globale a risorgere: ‘‘Pian piano che l’accesso alle risorse spaziali aumenterà, non solo i costi di microelettronica e immagazzinamento di energia diminuiranno, ma si potranno trovare nuove e importanti applicazioni per questi abbondanti elementi”.

Ecco alcuni nomi di miliardari che stanno finanziando il progetto: Larry Page di Google, l’ex astronauta Tom Jones, il regista di ”Avatar” James Cameron, il ricchissimo Ross Perot jr. e l’ex di ‘Microsoft’ Charles Simonyi. La società vuole vendere a clienti privati e governativi una serie di navicelle spaziali di venti chili dotate di telescopi.

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