In fuga da twitter

Twitter è già passato di moda? Sembrerebbe di sì, almeno fra i vip: dopo l’esplosione di “cinguetii famosi” nei mesi scorsi, ora si assiste infatti a una vera e propria fuga dal social network da parte di quei personaggi che, passato l’entusiasmo iniziale, si sono trovati ad affrontare mille “problemini” legati all’uso della piattaforma di microblogging.

Fra i principali “testimonial” di Twitter che hanno lasciato (temporaneamente) il social network c’è ad esempio Fiorello, che ha traslocato su YouTube dopo l’appello lanciato per la liberazione di Rossella Urru, la volontaria italiana rapita in Algeria: “assediato” da 600mila follower, lo showman ha preferito mettere in video la “rassegna stampa” dall’edicola con gli amici del bar, salvo poi tornare sul sito di microblogging con il nuovo account @edicolafiore.

Altre motivazioni hanno invece spinto Michelle Hunziker ad annunciare l’addio a Twitter: la showgirl ha voluto essere coerente con la disciplina imposta alla figlia adolescente, alla quale permette solo un’ora al giorno di social network per far sì che la realtà virtuale non prenda il posto di quella “vera”.
C’è ancora, invece, Jovanotti, il vip italiano più seguito su Twitter (860mila follower), che ha però dovuto fronteggiare qualche problema di sicurezza, essendo stato costretto a cambiare password dopo che, dal suo account, si erano verificati misteriosi invii di messaggi di spamming.

Nonostante il ragguardevoile “parco” di 222mila follower, è invece sparito dalla piattaforma Rudy Zerbi, ex presidente di Sony Music e giudice di “Amici 11”, “offeso” da un troll che ha lanciato su Twitter l’hashtag #odiorudyzerbi. Del resto, come dimostrano altre reazioni stizzite di giornalisti e manager di star, quando si ha un’altissima considerazione di se stessi ci si rimane molto male quando si scopre che, là fuori, c’è anche chi non ti trova né simpatico né interessante. Ad esempio, il meno “permaloso” Massimo Boldi, nonostante l’imperrversare dell’hashtag #boldicapra, non ha abbandonato i suoi 130mila fan.

Il fatto è che Twitter è un luogo pubblico, sia pure virtuale, con tutti gli svantaggi in termini di privacy e le precauzioni nella gestione dell’immagine che questo comporta. Ne sa qualcosa Max Novaresi, autore e conduttore tv, che ha deciso di lasciare Twitter dopo essere stato ricoperto di insulti e minacce: “Se qualcuno mi vuole spaccare la faccia se mi incontra e io non ne conosco il perchè… o un altro mi dice stai attento se giri per Roma… beh… qui non mi offendo. Mi preoccupo e lascio a malincuore un qualcosa che mi ha divertito”, ha scritto Novaresi.E la “pubblica piazza” della Rete non ha risparmiato nemmeno l’attore statunitense Ashton Kutcher, noto soprattutto per essere l’ex compagno di Demi Moore ma anche per il fatto che impersonerà Steve Jobs nel film sulla vita del cofondatore vdi Apple: vero fanatico di Twitter, Kutcher aveva scommesso pubblicamente con la Cnn che avrebbe raggiunto il milione di follower, diventando il primo utente della piattaforma (oggi di seguaci ne ha ben 10 milioni e mezzo). L’obiettivo è stato raggiunto, ma l’attore è incappato proprio su Twitter in un infortunio che ha minacciato di offuscarne seriamente la popolarità, a causa di un post in cui si diceva contrario alla cacciata del capo allenatore delle squadre di football dell’università della Pennsylvania: peccato che Kutcher non sapesse che l’uomo era stato esonerato per avere coperto gli abusi del suo vice, accusato di pedofilia.

Dopo la (ovvia) ondata di proteste sul web, l’attore ha deciso di affidarsi a un account manager per gestire i propri messaggi su Twitter: quando tutto il mondo ti ascolta, la prudenza non è mai troppa.

 

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