Infezioni da Escherichia Coli: non è una novità!

Escherichia Coli è un batterio a forma di bastoncino (bacillo) lungo circa 5 millesimi di millimetro ( micron) e dotato di filamenti (flagelli) con i quali si muove.

Il batterio è stato scoperto nel 1885 da Escherich che lo individuò in estratti di colon animale (da questo il nome Escherichia Coli), infatti questo batterio vive normalmente nell’intestino anche dell’uomo, ma ne esistono alcune sottospecie che possono diventare patogene e causare gravi disagi conosciuti da tempo, come ad esempio la diarrea del viaggiatore.

Ma tutto questo lo sappiamo da almeno un secolo! E in questo tempo E. Coli è divenuto il principale indice di sicurezza alimentare, tanto che da più di 20 anni è assolutamente obbligatorio determinare l’assenza di questo batterio in acque potabili, bevande, burro, carne, spezie, formaggi, pane, pasta, dolci, pesce, frutta e verdura, con controlli  severi e frequenti, da parte delle autorità, su chi produce, conserva o vende questi prodotti.

Innumerevoli leggi nazionali ed europee stabiliscono la ricerca di E.Coli, tanto che tutti i laboratori di ricerca del mondo ma persino alcune farmacie, gli ospedali e le scuole hanno i mezzi per determinarlo.

Certo, il nuovo ceppo che ha causato i decessi, è diverso dagli altri ma la maggioranza dei sistemi diagnostici non è in grado di distinguere il nuovo batterio da quello classico.

Sorge allora un dubbio? Se la legge impone controlli così severi per questo batterio, se le tecniche di ricerca classiche individuano sia i buoni che i killer, come ha fatto questo microorganismo a finire sulla nostra tavola?

Forse qualcuno non ha fatto il proprio dovere. Forse la colpa non è solo dei paesi lontani o di una tragica fatalità. Forse è il caso che i cittadini sappiano se gli enti deputati alla sicurezza alimentare, eseguono o meno i controlli. O forse è il caso di iniziare a tutelarsi da soli.

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