Intercettazioni, Silvio Berlusconi non fa marcia indietro

Silvio Berlusconi non arretra di un millimetro in materia di legge sulle intercettazioni. Anzi rilancia. In un discorso tenuto oggi all’assemblea della Confartigianato il premier ha affermato che “la situazione attuale non e’ quella di un Paese civile con sette milioni di persone intercettate.

In questo modo non e’ tutelata la liberta’ di parola”. “Esiste un agguerrito gruppo di pressione composta da magistrati e giornalisti”-ha argomentato Silvio Berlusconi -” che e’ contrario al provvedimento sulle intercettazioni.

Ci sono voluti 23 mesi per approvarla, ora si vuole cominciare la discussione alla Camera a Settembre, poi occorrera’ verificare se il capo dello Stato vorra’ firmarla e se un qualsiasi PM di sinistra non ritenga di ricorrere alla Corte Costituzionale, la quale potra’ abrogarla”.

“Ho talmente difficolta’ nel governare che tante volte mi viene voglia di tornare a fare quello che facevo prima o andarmene in pensione.”- ha continuato il Presidente del Consiglio -” E’ cosi’ farraginoso il meccanismo di approvazione delle leggi, che, in realta’ ho soltanto il potere di fare l’ordine del giorno, che, tra l’altro ho delegato al Dottor Letta”.

“Questo perche'”- ha concluso Silvio Berlusconi -” la stesura della costituzione fu ispirata dalla paura di un ritorno della dittatura e si studiarono meccanismi funzionali ad evitare quell’evento , da qui la necessita’ di riformarla perche’ non adatta ai tempi nuovi, in cui la velocita’ d’azione diventa fondamentale per la risoluzione dei problemi”.

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