La caduta dell’euro è davvero un problema?

La sofferenza dell’euro diventa crescente, in corrispondenza con la crisi dell’economia mondiale, delle finanze greche e dell’incapacità di alcuni governi occidentali di far fronte ad una recessione spesso accettata in ritardo, e  che ora appaiono in difficoltà con le loro politiche economiche e fiscali.

A dispetto dei prestiti concessi dalla BCE e dal Fondo Monetario Internazionale alla Grecia, gli investitori sembrano costantemente nervosi, provocando fluttuazioni verso il basso della moneta unica; inoltre le freschissime dichiarazioni del governo spagnolo sulla questione della Banca Cajasur non ha fatto altro che alimentare dubbi sulla tenuta dell’Europa.

Ma tutto questo rappresenta un problema per l’euro? In buona parte la risposta è negativa, o per dirla in parole povere, dipende da come la si vede. La percezione di economia debole mostra una moneta che sta franando ma in realtà un euro che si avvicina alla parità col dollaro produrrà un aumento delle esportazioni della zona euro, che sono calate a picco negli ultimi due anni, a tutto vantaggio delle economie asiatiche e americana. Con un euro più basso si stima una crescita della voce “esportazioni” dell’ 1%, con conseguente aumento dell’occupazione e del piano investimenti in un secondo momento, il tutto a fronte di un ipotizzato aumento inflazionistico dello 0.5-1%.

D’altro canto una svalutazione dell’euro così rapida non basterebbe a minare la stessa moneta: non dobbiamo dimenticare le forti e violente oscillazioni negli undici anni di vita della moneta unica. A ben guardare, risulta chiaro che la svalutazione della moneta, considerando che l’Europa è uno dei maggiori importatori (anche di energia) e che la maggioranza delle compravendite internazionali è svolta ancora in dollari, non deve essere visto come una parte del problema ma come una parte della possibile soluzione.

One Response

  1. valerio 28 maggio 2010

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