La caduta dell’oro e le dimissioni di Steve Jobs

L’odierna giornata di contrattazioni si apre con una rinnovata volatilità su tutti i mercati finanziari, dal forex alle materie prime, passando per azioni e indici.

La notizia più importante della giornata riguarda sicuramente le dimissioni di Steve Jobs dall’incarico di amministratore delegato della società Apple; l’annuncio è avvenuto dopo la chiusura di Wall St e ha immediatamente portato al crollo del titolo nelle contrattazioni post-mercato (quasi -7%).

Voci di corridoio sulle dimissioni di Jobs circolavano già da gennaio di quest’anno per l’aspettativa richiesta dal numero 1 di Apple per ragioni di salute; da allora Tim Cook ha svolto ad interim la funzione di a.d. e da oggi ne prende ufficialmente pieno possesso, mentre Jobs rimane presidente della società.

I mercati finanziari si dimostrano dubbiosi sul futuro della società americana senza il suo carismatico leader, da sempre elemento fondante alla base del successo planetario del marchio. La discesa di uno dei titoli azionari più importanti del paniere statunitense potrebbe avere un impatto sia sull’indice di Wall St che sull’andamento del dollaro nel mercato FX.

Altro tema caldo della giornata è il crollo dell’oro nel mercato delle Commodities: il bene rifugio per eccellenza ha vissuto nelle ultime settimane un continuo aumento di prezzo a causa della forte volatilità, arrivando fino al valore record di 1.852,75 dollari l’oncia che corrisponde ad un +6% rispetto al valore medio del metallo prezioso.

In molti credevano che l’ascesa dell’oro avrebbe raggiunto il tetto dei 2.000 dollari, essendo la principale soluzione ai timori di recessione economica, di Europa e Stati Uniti. I segnali macroeconomici sembravano puntare in quella direzione, alla luce dei recenti downgrade di colossi economici come Stati Uniti e Giappone da parte delle agenzie di rating. Il sell-off dell’oro è invece arrivato d’improvviso portando il bene ad un vero e proprio crollo; ma cosa significa questo cambio di tendenza in termini di andamento di mercato?

Le possibili spiegazioni possono essere trovate in una maggiore fiducia degli investitori sull’intervento del direttore della Fed , Ben Bernanke, che illustrerà le misure volte ad aumentare produttività e crescita economica. Inoltre negli ultimi giorni gli altri due beni rifugio classici, franco svizzero e yen, hanno subito una battuta d’arresto nonostante i picchi di avversione al rischio lasciando l’oro quale unica soluzione alla volatilità dei mercati.

La settimana di trading, sia tradizionale che tramite i CFD (contratti per differenza) offre svariati spunti di riflessione sia per gli economisti che per gli investitori: quali saranno le reazioni dei mercati all’intervento della Fed e quale direzione prenderà il prezzo dell’oro?

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *