La Cameriera di Puccini

La cameriera di Puccini

La cameriera di Puccini

Se si vuole conoscere veramente una persona perché non conoscerla attraverso gli occhi di chi la vede continuamente? Su questo si basa l’opera La Cameriera di Puccini, testo e regia di Nicola Zavagli, con Beatrice Visibelli e Giovanni Esposito che sarà in scena al Teatro dei Conciatori di Roma dal 10 al 15 marzo 2015.

La scena, ricostruita in maniera impeccabile e quasi maniacale dallo scenografo, è Torre del Lago, precisamente nella villa di Puccini nel 1908. Un giovane giornalista arriva da Firenze, che in quell’epoca era come sempre la culla della cultura italiana, per intervistare il celebre compositore, ma invece di trovare l’illustre personaggio si imbatte nella cameriera Marianna, donna che all’inizio sembra diffidente e poco cortese ma che alla fine decide, in assenza del maestro, di far accomodare il ragazzo fiorentino che oltre a essere un giornalista è anche un esperto di botanica con tanto di laurea.

La cameriera svela allora che si era comportata in maniera brusca perché preoccupata delle proprie rose che stavano appassendo senza un valido motivo e chiede aiuto al giovane botanico affinché potesse aiutarla a trovare un rimedio per riportarle al loro naturale splendore.

Ben presto, come accade quando si mostra amore per fiori e piante, tra i due sconosciuti nasce una certa intimità che porta la cameriera a raccontare, nel vero senso della parola, Puccini al giovane ospite. Un Giacomo Puccini totalmente inaspettato esce così dalle parole della donna toscana che arriva a raccontare anche le piaghe più intime della vita del Maestro, cose che il giovane giornalista non avrebbe mai scoperto in una intervista diretta.

Nella tranquillità del lago, apparentemente immutabile, cresce così una nuova figura di un artista che nasconde, come tutti gli uomini, dei lati umani che lo rendono avvicinabile e affabile nella vita di tutti i giorni quanto è deciso e tutto di un pezzo quando si trova sul palcoscenico nel ruolo di compositore e artista.

Si scopre anche l’amore latente della cameriera che difende il suo datore di lavoro in ogni dettaglio, dipingendolo in maniera quasi simbolica come colei che lo vede attraverso gli occhi dell’amore.

L’interpretazione sublime dei due protagonisti, specialmente di Marianna, rendono l’opera veramente unica e sicuramente da vedere e vivere con gli occhi e soprattutto con i sentimenti in un viaggio quasi incorporeo in questa località vicino Firenze, tanto tranquilla quanto ricca di un patos all’inizio sconosciuto che cresce man mano che la storia va avanti raggiungendo l’apice verso la fine.

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