La carta stampata verso il baratro……..e noi?

Se si esclude il Sole24Ore,tutti i quotidiani italiani hanno registrato un calo nelle vendite,a dir del vero,non siamo mai stati un popolo di lettori accaniti,anche prima dell’avvento del web.

I nostri quotidiani,sempre in testa come diffusione,abbonamenti più vendite,il prestigioso Corriere della Sera,non si è mai trovato a competere e nemmeno in linea con altre testate europee di grande richiamo.

La verità,che piaccia o meno è che non siamo mai stati grandi lettori della carta stampata e qui il discorso si potrebbe allargare anche ,in senso più esteso all’editoria in genere che ha sempre dovuto combattere per rimanere salda sul mercato,con alti e bassi a secondo dei periodi,dalle pubblicazioni di saggistica ai romanzi,ai testi monografici,a quelli scientifici,in contro tendenza è sempre vivo il nascere di nuove iniziative editoriali che danno il segnale che il nostro Paese è sempre vivo.

A questo mondo si sono aggiunte le newsletter,un notiziario scritto o per immagini diffuso periodicamente per posta elettronica,ma è già un altro mondo che si potrebbe dire che usa la notizia più che veicolarla allo scopo per cui è nata,l’informazione.

Un piccolo,in senso numerico,nato da poco è Lo Stretto Indispensbile,pare diffuso in un migliaio di copie e solo poco più di una cinquantina vendute,questo è il mistero dell’editoria italiana,a seconda da che punto la si guarda si vede un bicchiere mezzo pieno oppure  mezzo vuoto.

Resta comunque un dato non particolarmente confortante  ed è quello che registra che leggiamo poco e la lettura da sempre può essere anche approfondimento,conoscenza che si tramuta in partecipazione sociale,se ci siamo ridotti,come siamo ora e non solo con un impoverimento economico ma anche e soprattutto sociale ed etico il tutto dovrebbe farci pensare e soprattutto agire,siamo arrivati a delegare tutto,anche i partiti hanno delegato il governo tecnico a governare.

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