La Casta non fa sconti a nessuno

Una famosa vignetta di Altan, vedeva uno dei personaggi creati dal famoso disegnatore dire “L’Italia è un paese straordinario, mi basterebbe che fosse normale”. Ecco, quando si prova a seguire le cronache arrivanti dal mondo politico italiano, non si può che pensarla allo stesso modo.

Con un paese che sta rapidamente avvitandosi in una crisi sociale ed economica dalle conseguenze imprevedibili e che potrebbero essere drammatiche, i politici italiani continuano nel loro incredibile teatrino che, se proprio volessimo stringere e tirare rapidamente le conclusioni, serve solo a buttare fumo negli occhi dei cittadini e impedire loro di vedere la squallida realtà che li caratterizza.

A volte, le etichette sono anche fastidiose, in quanto tendono ad imprigionare una persona o un gruppo sociale in stereotipi che impediscono di vederne i tratti specifici. Nel caso dei politici, purtroppo, ce n’è una sulla quale non si può che convenire: la Casta.

Con la quale si intende quel fitto intreccio di privilegi dal carattere quasi feudale che ha fatto dei politici italiani una classe autoreferenziale, tesa solo a conservare uno status che li eleva al di sopra di quegli elettori di cui dicono di fare gli interessi e dei quali si ricordano solo in prossimità degli appuntamenti elettorali.

In quei momenti, i cittadini vanno ascoltati, gli si promette che da lì in avanti ci saranno miglioramenti nella loro condizione e via folleggiando, in una rutilante sagra della promessa da marinaio, una versione tutta italica del “Passata la festa, gabbato lo Santo”, che è la seconda fase della sagra stessa, purtroppo puntuale come una cambiale.

Per capire di cosa stiamo parlando, basterebbe ricordare le promesse fatte dal mondo politico negli ultimi anni, di autoemendarsi da certi peccatucci che hanno provocato un distacco sempre crescente tra esso e il Paese Reale, quello che ogni mattina si alza per andare a lavorare. E metterle a confronto con certi comportamenti. L’ultimo caso clamoroso, viene da Bologna, ove PDL e PD hanno fatto una bella pari e patta a danno dei contribuenti.

Se la Consigliera comunale del PDL, Valentina Castaldini, ha infatti chiesto e ottenuto 550 euro di rimborsi per partecipare alla Summer School organizzata a Sorrento dalla Fondazione del parlamentare pidiellino Maurizio Lupi, la presidente del Consiglio stesso, Simona Lembi, ha chiarito in bello stile che lei non è certo da meno della collega, chiedendo ed ottenendo 450 euro per andare alla kermesse tenuta a Siena tra il 9 e il 10 luglio, nell’ambito delle manifestazioni del movimento nato in seguito alla vicenda Ruby e denominato “Se non ora, quando?”. Insomma, una che alla motivazione ideale non sa rinunciare.

E qui torniamo al tema di introduzione. Ma che paese è mai questo, in cui i governanti stanno tassando anche l’aria che i cittadini sono obbligati a respirare (se provassero a non farlo, si può essere certi che sarebbe tassato anche il mancato uso di ossigeno), ma i politici non possono rinunciare a nulla?

Basterebbe vedere la fine fatta dagli orgogliosi proclami della Casta, prima dell’arrivo della ennesima finanziaria tremontiana in Parlamento, per capire come ormai da questa classe politica non ci possa aspettare più nulla e che si tratta di un vero ingombro alla rinascita di un paese che per poterlo fare, deve cominciare a tagliare ogni privilegio.

E visto che la classe politica attuale, come il tacchino del Giorno del Ringraziamento, non ha alcuna intenzione di abdicare, bisogna mandarla a casa, da destra a sinistra e sostituirla del tutto con cittadini che non siano satrapi come quelli che ci annoiano ormai quotidianamente.

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