La Corea del Nord invade il web

Di paradossi la globalizzazione ce ne ha già mostrati tanti, alcuni positivi con ricchi ultramilionari 20enni che con un’idea costruiscono migliaia di posti di lavoro e ci cambiano lo stile di vita dell’umanità.

Con un mercato unico per cui sotto casa ormai si può mangiare di tutto, dal sushi giapponese all’hamburger più americano, altri negativi, come la food crisis che ha colpito il mondo qualche mese fa e i severeign wealth funds che rischiano di diventare le “nuove armi finanziarie” di invasione di stati come la Cina.

Oggi spunta la notizia, un po’ anacronistica, del tentativo del regime di Pyongyang di “comunicare” con il resto del mondo via youtube, twitter e tutti quei siti che più che di propaganda sembrerebbero essere di marketing e comunicazione made in USA (o al massimo di stampo occidentale).

Per la prima volta insomma non sentiamo di minacce mosse dal presidente Kim Jong-il, definito dalla propaganda “il generale mandato dal cielo“, alla Corea del Sud filo-americana, né di terribili persecuzioni ai dissidenti del regime comunista che il “Partito dei Lavoratori” impone ai suoi sudditi, né inquietanti aggiornamenti su test e ricerche nucleari.

Ma dalle agenzie di stampa di mezzo mondo rimbalza la “pubblicità” gratis ai vari account di quello che forse è il primo regime nazionale a fare uso di simili strumenti: in passato erano infatti stati, per lo più, ribelli, rivoluzionari, o partiti segreti in paesi sotto dittatura ad utilizzare Twitter, per denunciare persecuzioni, violenze durante manifestazioni “oscurate” dai media del potere e quant’altro (basti pensare all’Iran). Mai lo strumento era stato maneggiato da chi, di fatto, non ne avrebbe bisogno.

Dalle pagine de La Stampa di oggi il corrispondente a Seul riporta un commento del portavoce del Dipartimento di Stato americano, Philip Crowley che accoglierebbe “con favore” la decisione di collegare, informare e discutere del presidente con gli occhi a mandorla. I nordcoreani non hanno per lo più accesso ad internet, sempre per la repressione totalitaria del loro governo, ma da oggi noi possiamo vedere tutta la propaganda di regime cercando l’utente Uriminzokkiri (il nostro popolo): a partire dal sito internet www.uriminzokkiri.com in poi.

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