La Costituzione ed alcuni cenni storici

La Costituzione è la legge fondamentale dello Stato, senza la quale non potrebbe esistere e rappresenta la base della convivenza civile.

Nella Costituzione vengono fissati i principi ed i fini che lo Stato si pone e vengono regolati i rapporti con e fra i cittadini.

Tutte le leggi di un qualsiasi Paese devono ispirarsi alla Costituzione, alla propria Costituzione, formando così l’insieme di tutto l’ordinamento giuridico.

La Costituzione presenta, ha caratteristiche diverse:

  • può essere statutaria o formale e consuetudinaria;
  • può essere rigida oppure flessibile.

Una Costituzione è statutaria o formale quando è racchiusa in un documento scritto fondamentale ed unitario, come ad esempio avviene per quella italiana; è invece consuetudinaria quando è rappresentata dall’insieme di testi, consuetudini, usi e interpretazioni perchè nati in periodi storici diversi e questo vale per la Costituzione britannica.

La Costituzione è detta rigida perchè può essere modificata solo da una legge costituzionale e questa revisione prevede procedure particolari.

In questo, le norme costituzionali sono al di sopra di tutto e tutti e «ben difese, protette», rispetto a tutte le altre leggi dello Stato.

La Costituzione si dice flessibile perchè può subire modifiche tramite le leggi ordinarie ed è quindi facilmente rivedibile, cambiabile.

La Costituzione non è stata inventata in un attimo o da un giorno all’altro ma segue, ha seguito la STORIA, è il prodotto di un lungo processo storico.

Questo significa che anche gli stati più lontani da noi e meno civili quando raggiungevano una pur minima organizzazione, avevano appunto una Costituzione, la loro Costituzione.

Storicamente la Costituzione è nata a Filadelfia, USA, appunto nella Convenzione di Filadelfia, quando si promulgò la Costituzione Americana dopo che le colonie inglesi ribellandosi alla Corona avevano finalmente ottenuto la loro libertà, indipendenza e scelto di diventare una repubblica come forma istituzionale, dando così al cittadino i diritti inalienabili come la libertà di pensiero, di religione e la sovranità popolare.

Altra rivoluzione, stavolta quella francese, La prima Costituzione rivoluzionaria quella del 1791 si risolveva in un compromesso tra le diverse forze politiche e sociali.

La Costituzione del 1793, votata dalla Convenzione con l’appoggio di Maximilien Robespierre, stabiliva il passaggio alla repubblica ed era più moderna rispetto alla precedente.

La Costituzione del 1795 ritornava al passato, su posizioni moderate, col tentativo di rinforzare la vittoria della borghesia e le sue conquiste a discapito sia dell’aristocrazia che delle classi popolari.

Con Napoleone, invece, molte delle libertà e dei diritti appena conquistati fu poco a poco limitata e nel novembre del 1799 fece un colpo di Stato e formò un triumvirato insieme a Emmanuel-Joseph Sieyés e Pierre Roger-Ducos e diede alla Francia una nuova Costituzione.

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