La disabilità per come la vedo io

Io sono disabile, anche se non mi piace definirmi tale, preferisco dire che ho un handicap, delle difficoltà motorie e non che ho una malattia. In questo articolo, il primo che scrivo, vorrei parlarvi della mia visione della disabilità. Purtroppo, ancora oggi nel 2012 alle soglie del 2013 vi sono ancora molti pregiudizi e ignoranza sull’argomento, forse a mio avviso non è stato sufficentemente trattato o lo è stato ma in maniera inadeguata. Spesso si pensa alle persone disabili come una categoria a sè stante, come a dei soggetti da curare, coccolare e accudire niente più.

Non viene in mente tutto quello che c’è dietro, ovvero che una persona disabile è esattamente come una non disabile, con i suoi sentimenti, i suoi pregi, ma anche i suoi difetti, che prova emozioni, che fa sesso (Ebbene si anche i disabili lo fanno! :), che ha delle perversioni, fantasie sessuali, che non è necessariamente dotata di buon carattere (spesso io sono bastarda se voglio e ho un bel caratterino..). E trovo molto superficiale dire frasi come “Tutti i disabili sono buoni” oppure sentire certe frasi di compatimento (che è diverso dalla compassione e questo l’ho imparato da poco) e non capisco per cosa veniamo tanto ammirati. Io non voglio essere ammirata sinceramente, sono una persona comune, come tutte le altre, non ho un di più degli altri ma nemmeno un di meno. Ci sarebbero tante cose di cui parlare tra cui le barriere architettoniche ma lo spazio è ridotto per cui mi fermo qui, e vi lascio con questa frase

Essere disabile non significa essere meglio o essere peggio, significa, a mio avviso essere semplicemente una persona

 

-Ilaria-

 

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