La Juventus che verrà, poche certezze e tanti dubbi

La Juventus che verrà, poche certezze e tanti dubbi. Il campionato sta volgendo al termine e alcuni importanti verdetti devono ancora essere emessi, ma la delusione di questa stagione ha già un nome: Juventus.

La chiusura al settimo posto in classifica rappresenta il risultato peggiore degli ultimi 50 anni di storia bianconera; settimo posto che oltretutto tiene fuori la squadra dalla ambita Champions League, garantendo solo i preliminari per l’Europa League. Preliminari che comportano una preparazione anticipata con tutti i rischi che ne derivano legati alla condizione fisica per la stagione che verrà.

I tifosi si aspettano un pronto riscatto, delusi dai risultati in questione e che rischiano di dover vedere “l’odiata” Inter trionfare in Italia e in Europa. Tuttavia il futuro più immediato per la compagine torinese è tutto tranne che definito. Dopo l’avvento alla presidenza di Andrea Agnelli si deve partire dalla scelta del prossimo allenatore, considerando che Zaccheroni non verrà sicuramente confermato. Sembra tramontata l’idea Benitez, che a Torino non avrebbe la libertà di manovra a cui è abituato e che nelle ultime ore viene dato molto vicino all’Inter, nel caso Mourinho accetti di andare a Madrid. Attualmente i nomi più papabili sono quelli di Delneri e Prandelli, ma per entrambi ci sono dubbi e problemi da superare.

Il primo sta facendo molto bene a Genova e potrebbe continuare a lavorare con Marotta, dato ormai in arrivo, oltre a poter convincere gente del calibro di Palombo e Pazzini a seguirlo. Il tecnico friulano tuttavia ha sempre fallito nelle grandi squadre (vedi Porto e Roma) e sembra troppo ancorato al 442, quando ad un tecnico di alto livello viene chiesto una maggior capacità di leggere le partite e di adattarsi in corsa.

Il secondo sarebbe sicuramente ben visto dalla società e dai tifosi, essendo un uomo di scuola bianconera, ma anche lui pecca di scarsa esperienza alla guida di grandi squadre e risulta comunque legato ancora un anno alla società viola. Difficilmente la piazza e Della Valle potrebbero agevolare una uscita anticipata per andare proprio da una rivale storica. Oltretutto Prandelli sembra essere il candidato ideale a sostituire Lippi dopo il mondiale.

Sciolto il nodo allenatore ci sarà da discutere di acquisti e, soprattutto, di cessioni. E’ probabile che a giocatori come Melo e Diego venga data una seconda occasione, anche in virtù del investimento economico fatto la scorsa estate, ma anche qua dipenderà dal modulo adottato dal futuro allenatore. Per altri giocatori, chiaramente a fine carriera o quasi, verrà cercata una sistemazione o gli verrà lasciato scadere il contratto. A questo punto Zebina, Trezeguet, Cannavaro, Grosso e Camoranesi potrebbero non vestire più la casacca bianconera la prossima stagione. In bilico Amauri (rendimento scadente quest’anno), Buffon (potrebbe andare via per fare cassa e permettergli qualche anno ad alto livello all’estero), Giovinco e De Ceglie.

I giocatori da cui ripartire sono sicuramente Chiellini, Caceres, Sissoko, Marchisio, Del Piero, Iaquinta e Candreva, ma sicuramente i tifosi si aspettano qualche colpo di mercato perché è indubbio che a questa squadra mancano almeno due punte con un alto numero di gol nelle loro potenzialità, un terzino, l’agognato regista e due ali che sappiano dare profondità.

Dalla prossima settimana probabilmente comincerà la rifondazione, ma i tempi della pazienza sono finiti. La società dovrà dimostrare di voler riportare in alto la Juventus, perché anche l’amore dei tifosi ha un limite.

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