La luce della MUSICA

Sai che cosa ha la musica di veramente unico e straordinario? La possibilità di vivere di luce propria, di poter fare a meno di qualunque altra cosa per esserci, esistere, comunicare, vivere.

E detto da uno che molto presuntuosamente prova ogni giorno ad inventarne un po’ e per giunta pure a “riempirla” di parole, paroline e parolacce quella musica…beh…penso che in linea di massima ci si possa fidare. In linea di massima, appunto (io per esempio, compongo musica da anni, ma ancora oggi non so scriverla, tecnicamente).

Probabilmente è per questo che quando ancora non esistevano giradischi, radio e televisioni, la sentivi suonare e cantare per le strade e nelle case. Perché comunque c’era e non se ne poteva fare a meno. Prova a pensarci…si può fare a meno di tutto in certe circostanze…a volte è addirittura necessario…si può fare a meno di gesti, di parole, di immagini, di cose…ma della musica no. Non è una banalità poetica affermare che il silenzio è musica…il più tecnico e prammatico maestro della materia ce lo confermerebbe in ogni momento, con argomenti assolutamente precisi e “scientifici”…ma io credo non ce ne sia bisogno…basta ascoltarlo il silenzio.

Mi viene in mente quel famoso genio, musicista e pianista, che componeva affetto da completa sordità…si, c’erano note e spartiti ad aiutarlo…ma appunto, lo aiutavano, non avrebbero mai potuto fare di più che questo…doveva “sentirla” comunque quell’armonia che aveva dentro, molto prima e molto dopo tutti i pentagrammi del mondo…Un po’ come la leggenda del cieco che divenne profeta…che poi che cos’è davvero una leggenda se non il “racconto” musicale di questo immenso mistero che è la vita?…Ma questa magari è un’altra storia e non voglio confonderti le idee…

Il linguaggio universale è stato definito il linguaggio della musica…è una definizione pomposa ed anche un po’ retorica, ma forse riesce a rendere l’idea. Personalmente toglierei “universale” e lascerei solo “il Linguaggio”. Ma è solo una considerazione “estetica” e non certo di sostanza. Come ho provato umilmente a dire all’inizio di questo pensiero, ciò che conta della musica è la musica stessa, cioè il suo ascolto e la sua “magia naturale”, senza bisogno di altre definizioni o spiegazioni.

Così, infine, penso a certe tragedie, del passato e del presente, di guerre, attentati terroristici, stragi rosse, nere e di tutti gli altri colori, follie omicide e suicide individuali, famigliari, scolastiche, stradali…integralismi politici, economici e religiosi…massacri, stupri e ignominie di ogni genere, compiuti in nome di razzismi, idealismi violenti ed atroci, immani e disumane ingiustizie. Che hanno da sempre nella storia dell’umanità, un solo “minimo comun denominatore”: tutte le vittime innocenti che si sono portate, si portano e purtroppo, ancora si porteranno con sé.

Che bello se un giorno si riuscisse a parlare, ricordare ed onorare la loro triste e dolce memoria solamente con la musica. Un infinita, meravigliosa armonia. Senza alcuna parola o immagine o dibattito o cerimonia. Solo e soltanto musica. Che cosa straordinaria sarebbe. E che beffa terribile ed irrimediabile per tutti i carnefici e gli assassini. Oscurati per sempre dalla luce della musica.

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