La memoria di Palermo di Antonio Emanuele Cassata

La Memoria di Palermo

La Memoria di Palermo

La storia di Palermo è una delle più affascinanti del nostro Paese, perché al contrario di diverse città italiane, famose come signorie (Firenze e Milano per esempio), la città sicula fu capitale di un grande impero che emano un modello sia in leggi che in tolleranza religiosa che verrà più volte decantato dagli storici e dai letterati italiani (in primis Dante nella sua ‘Commedia’).

 
Il grande impero edificato grazie al genio strategico e culturale di Federico II di Svevia/Altavilla fu però dissolto per volere del Papa, che sconfisse in battaglia, grazie all’aiuto degli Angioini, l’ultimo discendente della casata Altavilla e erede, seppur illegittimo, di Federico, Manfredi, principe di Taranto e combattente di grande maestria. Dopo tale caduta e l’instaurarsi del dominio angioino in Italia, la capitale Palermo iniziò il suo periodo di decadenza dovuto alle lotte intestine tra la nobiltà di tradizione normanna e gli invasori francesi venuti al seguito di re Carlo D’Angiò. La guerra tra nobiltà e sovrano straniero raggiunse il suo culmine nella Guerra del Vespro, e le varie fasi vengono raccontate, anche solo se riguardanti due anni, dal superbo lavoro del dottor Antonio Emanuele Cassata, laureato in scienze storiche e ricercatore, nonché appassionato, di tutte le vicende storiche che riguardano al sua città natale, la beneamata Palermo.
 
La memoria di Palermo: atti, bandi e lettere del senato Palermitano (1411-1412), prende in esame un passaggio storico che porta la Sicilia alla fine di un periodo di anarchia feudale per trasformarsi in un Governo accentrato nelle mani di un sovrano straniero che verrà cacciato solo con l’unificazione della Penisola sotto l’egida dei piemontesi di casa Savoia. La Guerra raggiunse il suo punto nevralgico con l’incoronazione di un nuovo sovrano, l’aragonese Ferdinando di Trastamara nel 1412, il quale sancì un forte legame tra la corona del Regno d’Aragona e quella del Regno di Sicilia, a testimonianza di un processo di integrazione politica e sociale tra i due popoli che fino a quel momento si erano visti solo per mezzo di un rapporto tra suddito e invasore. 
 
Lungi dall’essere solo un elaborato storico, il lavoro del dottor Cassata ripercorre punti di alto valore politico e sociale che possiamo vedere anche oggi sotto i nostri occhi, in virtù delle richieste di indipendenza e autonomia politico-amministrativa chiesta a grande voce non solo da diversi movimenti indipendentisti della Sicilia (che è anche una Regione a Statuto Speciale), ma anche da diverse altre regioni d’Italia, a testimonianza di una diversità storica e culturale, e a volte anche linguistica, che ha contraddistinto il nostro Paese fin dai tempi dell’Unità Nazionale e che non si può nascondere facendo finta che non ci sia mai stata. Secoli e secoli di storia non si possono e non si devono azzerare, ma valorizzare, muovendosi magari verso una repubblica non più unitaria ma federale, seguendo i grandi esempi contemporanei della Germania e degli Stati Uniti.
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