La morte di un bambino e la vergogna della Lega Nord

La cavalcata xenofoba e razzista di Matteo Salvini e della Lega Nord sembra destinata ad arrestarsi davanti alla foto di Aylan Kurdi, il bambino siriano di tre anni morto sulla spiaggia di Bodrum mentre, insieme ai genitori, cercava di scappare dalla guerra in Siria riparando in Turchia.

La reazione di sdegno e commozione che quella foto ha scatenato nel mondo intero era scontata e, purtroppo, attesa. Già, perché lo sapevano tutti che i barconi degli stranieri sono carichi di bambini, che le donne partoriscono in mezzo al mare, che le mamme fuggono dai Paesi in guerra con i neonati tra le braccia e che i bambini potevano morire annegati nelle acque mentre cercavano di giungere sulle coste europee.

Lo sapevano tutti, ma le coscienze dormivano sonni beati, perché nessuno vedeva e adesso che hanno visto, le coscienze mordono e si convertono. A chi interessa sapere il motivo per cui gli stranieri lasciano il loro Paese? E chi se ne frega se Alyan fosse stato ospitato in un albergo a cinque stelle e avesse usufruito di trentacinque euro al giorno? A nessuno, poiché davanti e certi drammi ogni propaganda razzista svanisce come neve al sole.

La Lega Nord per mesi ha imperversato nei talk show seminando odio e avversione contro gli immigrati, con lo scopo di raccattare voti e consensi elettorali. Ha dipinto gli stranieri arrivati a nuoto o nascosti nei tir per essere ridotti a braccia da lavoro o a vittime sacrificali della delinquenza come la radice dei mali dell’Italia, ostacolando ogni politica non <<buonista>> ma semplicemente umana rivolta contro i disperati della terra.

La foto dela morte di Aylan ha ridotto il dibattito alla sua essenza: quella umana, non politica. Quanti bambini dovranno ancora morire prima che il mondo si convinca che ogni essere umano è una vita preziosa e ancor di più se tocca un bambino di tre anni che avrebbe tutto il diritto di giocare e di crescere e non di scappare da guerre e violenze?

L’Europa si è finalmente convinta che ogni morte è una tragedia, anche se a morire è un siriano e non un americano. Ha aperto le porte, ha accolto i profughi, sta cercando di salvare quei bambini che, come Aylan, lasciano il loro Paese forzatamente, senza nemmeno sapere il motivo, perché troppo piccolo per conoscere la malvagità che regna in questo mondo.

Per la Lega Nord questa è una sconfitta, è un modo per sbattere in faccia al Carroccio in cerca di consensi che tutti gli uomini sono uguali davanti al diritto alla vita. E forse i punti nei sondaggi li guadagnerà adesso chi cerca di aiutare gli immigrati a salvarsi e non chi, come Salvini, vende odio e paura.

 

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