La nube si sposta in Italia: ancora disagi

La crisi manifestatosi dopo l’eruzione del vulcano islandese è costata alle compagnie aeree più di 1,7 miliardi di dollari di mancati introiti nei sei giorni dall’eruzione.

L’eruzione del vulcano ha perso l’80% della sua intensità tant’è che la portavoce della Cellula di emergenza della protezione civile ha dichiarato: “la potenza dell’eruzione è circa il 20% di quella che era sabato -poi aggiunge- la nube vulcanica è al di sotto dei 3000 metri ed è possibile che sia ancora più bassa”.

Ora la nube continua il passaggio sui cieli dell’emisfero nord-europeo, vi è una primaria che si è estesa su una fascia che a settentrione va dalla Russia alle coste nordamericane, nello specifico: Canada e Usa, mentre la nube secondaria si estende verso nord e sulla Siberia.

La situazione ancora non è stata risolta, un enorme problema lo ha creato ad oggi anche la nebbia che ha rallentato le operazioni di decollo degli aerei, però il fenomeno all’aeroporto di Fiumicino ha perso consistenza alle 6.30 di stamane. Le previsioni meteorologiche, d’altro canto, ci inducono ad un profondo ottimismo tant’è che ci sono segnali che indicano che il peggio sia passato.

Per la seconda metà della settimana è riscontrato un assetto abbastanza positivo sia dal punto di vista meteorologico sia da quello geofisico (con l’eruzione che evolve verso una fase lavica).

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