La Santa Pasqua di Papa Francesco

C’erano più di duecenticinquantamila persone a Piazza San Pietro per ascoltare la prima Messa di Pasqua di Papa Francesco.
Fin dalle prime ore del mattino è stato un continuo arrivare di gente di tante nazionalità e non tutti erano cattolici o credenti, c’erano anche non praticanti, atei o appartenenti ad altre fedi e fra la folla sono comparsi persino alcuni cinesi: tutti desiderosi di ascoltare le parole del nuovo Pontefice.
Questo Papa venuto da lontano sembra avvicinare le persone e lo fa attraverso gesti e parole semplici, dirette, che toccano il cuore.
Durante la celebrazione della Santa Pasqua ha parlato dei deserti che l’essere umano deve attraversare, deserti che sono dentro ognuno di noi, quando ci allontaniamo dalla spiritualità.
Non ha dimenticato di rivolgere un pensiero ai tanti, troppi, conflitti che ancora infiammano il pianeta: in Terra Santa, in Siria, in Libia e ha rivolto un augurio di pace a tutto il mondo, dimostrando di essere un uomo di ponti più che di muri.
Diversamente dai suoi predecessori questa volta gli auguri sono stati rivolti solo in italiano ma il messaggio è arrivato forte e chiaro attraverso il suo volto sorridente.
Subito dopo la Santa Messa, Papa Bergoglio è sceso tra la gente, ha fatto il giro della piazza sulla papamobile per essere con il popolo e abbracciare simbolicamente i presenti con grandi e cordiali gesti di saluto.
Più volte nelle scorse settimane è stato sottolineato che diverse sono le novità giunte con questo nuovo Pontefice, quelle fondamentali sono tre: la prima riguarda il rinnovamento morale implicito nel suo nome –nessun Pontefice aveva osato chiamarsi come il Santo dei poveri-; la seconda è che è il primo Papa proveniente dalla congregazione dei Gesuiti; la terza è che per la prima volta il mondo ha un Papa non europeo.
A giudicare dal bagno di folla delle festività pasquali è evidente che sono comunque novità che uniscono e avvicinano le persone: infatti durante le celebrazioni si respira un’aria nuova, di serenità e di fiducia e nel giorno di Pasqua l’abbraccio della Chiesa è sembrato essere un segno concreto di pace per l’intero universo, e di speranza per tutti gli uomini di buona volontà, indipendentemente dalle personali convinzioni religiose.

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