La scienza: una maga buona?

Il sapere scientifico ha conseguito, nel corso del XX secolo, sino ai giorni nostri, un’arrestabile sviluppo e profonde modificazioni nell’applicazione pratica delle conoscenze.

La divulgazione della cultura su larga scala, lo sviluppo tecnologico e le grandi innovazioni, hanno portato non solo un soddisfacimento degli intenti scientifici, ma una società che ne gode a pieno e quotidianamente i benefici.

Viviamo in un’ era dove la scienza sembra aver preso uno slancio, un’ ascesa incessante e senza freni, verso una meta insicura, ma che se raggiunta segnerà il predominio sulla natura da parte dell’uomo, da sempre sopraffatto dalle sue leggi.

Soluzione utopica, vero? O sarà la tecnologia, che instaurando un circolo per alcuni aspetti virtuoso, per altri vizioso, riuscirà a manipolare la coscienza umana?

Per evitare questa irrimediabile sconfitta, credo che lo studio accurato e critico della storia scientifica sia di fondamentale importanza, allo scopo di acquisire una più chiara consapevolezza degli sbagli sia etici che tecnici compiuti nel passato.

La scienza, che tanto amiamo personificare sotto le vesti di una maga buona, dal difficile compito di svelarci pian piano i misteri della vita, non è altro che frutto dell’uomo stesso, di una compagine di persone che della loro vita ne hanno fatto pura, incessante ricerca verso il sapere.

E’ inevitabile pensare come il progresso sia il risultato non di singole menti, ma nell’interazione che si è creata, nel corso dei secoli, tra di esse. Ogni esperienza, ogni scoperta nasce come risultato o reazione di un’ altra, tutte unite da un unico filo conduttore: scoprire l’essenza della vita!

Come suddetto, lo studio paradigmatico della scienza, ha la piena utilità di deviare il più possibile le future scoperte, da quelli che sono stati gli errori già commessi. In ambito più tecnico, quanto più si avranno le conoscenze radicali di un fenomeno, e di ciò che ha garantito la scoperta dello stesso, tanto più si potranno acquisire le competenze per modificarne le radici, nel momento in cui si possa eventualmente presentare un’ anomalia.

Sotto il punto di vista etico-morale, riflettere su avvenimenti ove più volte posizioni progressiste hanno trovato dissenso da parte di ideologie conservatrici, a mio avviso eviterebbe non poche paure derivanti dai presunti effetti dell’avvento di nuove tecnologie.

La scienza si è trovata troppo spesso nel dover abbattere muri di costituiti da scetticismo e timori. Con ciò non intendo affermare che tali sentimenti siano infondati! Sono numerosi gli episodi per i quali vi è stato un inevitabile decadimento della fiducia nella scienza… basti pensare alle devastanti conseguenze avutesi con la realizzazione di un’arma come la bomba atomica!

Ma riflettiamo: la funzionalità primaria di un coltello è quello di agevolare l’uomo in ambito culinario. Eppure, quante volte diviene vera e propria arma di delitto?

Pertanto, è pur vero che in alcuni casi lo scienziato venga distolto dal suo primario compito, ossia il bene per la società, perché implicato in affari di ordine politico-economico, ma molte altre volte, siamo noi uomini a fare malo uso di ciò che lo scienziato ci offre.

One Response

  1. MARIDA 27 febbraio 2011

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *