La Siria brucia, oltre 150 morti

Nella cittadina di Tafas, in Siria, e’ stato bruciata la sede locale del partito Baath, evento scatenato dalla rabbia dei manifestanti, che erano accorsi per celebrare un funerale di un ragazzo ucciso dal regime durante una manifestazione.

A Daraa oggi i manifestanti sono tornati a protestare contro il regime dittatoriale, gli animi si sono surriscaldati ed e’ iniziata una rivolta che e’ sfociata nel sangue, al Jazeera parla di un bilancio di oltre 150 morti in 7 giorni di manifestazioni, ma il bilancio e’ tristemente obbligato ad aumentare, visto la violenza con cui i militari cercano di mantenere l’ordine.

Non e’ stato preso in considerazione, dal governo siriano, il divieto da parte dell’ONU, di usare una ferocia inaudita per sedare i rivoltosi, ma ora una domanda e’ d’obbligo, cosa faranno ora i “Volenterosi”?

Non mi sembra vi sia grande differenza tra’ Libia e Siria, entrambe hanno un regime dittatoriale, entrambe hanno un leader sanguinario ed entrambe hanno una popolazione in pericolo di vita, non vorrei pensare che la libia venga “aiutata” solo perche’ il suolo trasuda oro nero.

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