La tassa sulla Coca Cola

In America non ce l’hanno fatta, le lobbies troppo potenti alla fine hanno prevalso. In Francia sì il ministro Fillon, l’anno scorso, era risuscito a tassare le bevande gassate per un centesimo di euro allo scopo, demagogico, di preservare la salute dei propri cittadini, in realtà l’obiettivo era far cassa con undici miliardi di euro di introiti supplemtarei previsti nel 2012. E allora visto che sciovinisti in parte lo siamo sempre ora tocca a noi ripercorrere le orme dei cugini d’oltraparte. Ci pensa il ministro della Salute Balduzzi a spiegare che è allo studio “un limitato prelievo di scopo di 3 centesimi sulle bottigliette da 33 cl che porterebbe 250 milioni di euro l’anno”.

Anche qui si tratta di iniziative volte a rafforzare le campagne di prevenzione e promozione di corretti stili di vita in campo sanitario. Certo se poi si fa anche cassa meglio è, di questi tempi non si butta via niente. Oggi tocca alle bibite gassate domani agli sms a quando una tassa sull’O2? Cos’è? Ma l’ossigeno che respiriamo! Suvvia vogliamo negarci anche questo prelievo?

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