La televisione e l’occhio del Diavolo

Se c’è uno strumento che genera ansia e inquietudine nelle persone questo è sicuramente il mezzo televisivo. Quella scatola rettangolare che qualcuno definì come “l’occhio del Diavolo“, per la tendenza maniacale e perversa a trasmettere notizie, cronache e servizi basati su realtà scabrose spesso alimentate e ingrandite ad arte.

La televisione infatti offre spesso una visione distorta della realtà, inducendo le persone a credere in menzogne che essa stessa propina. Sono le televisioni a generare paure, a creare allarmismi, a infondere terrore, a trasmettere servizi drammatici sproporzionati negli eventi, trasmettendo l’idea di vivere in un inferno che non lascia barlumi di speranza.

La cronaca del male, di questo mezzo di comunicazione di massa, è soffocante. Gli eventi assurdi, gratuiti, incomprensibili, diventano la norma e il privo di senso dominante. La televisione ci sovrasta con questa irrazionalità, con questo male che ci circonda e che ci riporta all’Homo Lupus, scaraventandoci in una valle di lacrime e sangue.

Gli esperti sono concordi nel parlare di terrorismo televisivo. Di informazione fuorviante promossa dai telegiornali e dai programmi di approfondimento giornalistico, che adattando la realtà alle esigenze di ascolto, ingigantendo la portata dei problemi e facendo passare per questione di vita o di morte gli allarmismi più ingiustificati.

La televisione ormai non adegua il racconto alla realtà, ma adatta la realtà al racconto. Costruendo puntate su misura con servizi farsa e delinquenti finti i quali creano un’emergenza inesistente e paranoie infinite, con un rumore di fondo che ha reso questo Paese indubbiamente peggiore in quanto causa anche gesti di emulazione patologica.

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