La triste storia del calcio a Torino

juventus-torinoC’era una volta il calcio a Torino. E non parliamo di un “c’era una volta” che si perde nella notte dei tempi, ma di appena pochi anni fa; una ventina al massimo se vogliamo prendere come riferimento l’ultima grande impresa del Torino, arrivato in finale di Coppa Uefa nel 1992.

Due tifoserie forti e presenti. Due Storie forti e caratterizzate da successi e onore in tutte le epoche. Due squadre e due società attualmente allo sfascio.

I torinesi, quest’anno, al bar il lunedì mattina non parlano più di calcio. Considerato lo stato dello sport in Piemonte forse non parlano più proprio di nulla. Forse del Biella basket, ma devono già essere esperti e appassionati, e al tifoso di Toro e Juve penso che, in questo momento, del basket a Biella possa fregare molto poco.

La Juventus incassa l’ennesima sconfitta pesante ed umiliante e viene quasi ufficialmente (come se fosse necessaria un qualche tipo di ufficialità) estromessa dal discorso scudetto. Dopo lo scandalo calciopoli il tanto declamato piano di rilancio continua a non far vedere frutti e a non avere nessun tipo di struttura definita. Gli acquisti milionari dell’estate stanno deludendo e l’inesperienza di Ferrara, unita alla seconda stagione caratterizzata da infortuni a catena, non può essere l’unica scusante di una stagione che rimanda a nefasti ricordi maifrediani. Ranieri da Roma se la ride pensando alla fretta con cui è stato cacciato per aver fallito, lo scorso anno, l’attacco all’Inter. Lui che a gennaio 2009 era ancora in Champions League e in corsa per lo scudetto.

Il Torino continua la sua campagna di intrattenimento comico, iniziata qualche tempo fa, e che ha nel suo presidente il capo giullare per eccellenza. Andati, lo scorso anno, in serie B con una squadra da metà classifica, quest’anno viaggiano a metà classifica con una squadra da serie A. A figuracce sul campo la società aggiunge figuracce di gestione, richiamando un allenatore dopo un mese dalla cacciata, accusando il suo sostituto di essere il responsabile di una situazione paradossale quanto preoccupante. Cairo deve avere molte pagine bianche sul suo libro paga se si premura di riempirle così frequentemente con allenatori, giocatori e chissà chi altri.

Torino non merita gli individui che negli ultimi giorni hanno messo in atto delle vere e proprie aggressioni o compiuto gratuiti, quanto meschini, atti di vandalismo. Ma Torino merita due squadre con una società alle spalle forte e dignitosa, e con la volontà di restituire lustro a due realtà, in modo che i ricordi possano tornare a far parte della storia di queste due squadre, e non essere l’unico appiglio a cui i tifosi possano aggrapparsi.

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