La voce delle cose e Internet

Ci avviciniamo velocemente ad un futuro in cui gli oggetti inanimati potranno interagire con la rete per compiere le principali operazioni per le quali sono stati realizzati, o per comunicare informazioni utili al loro utilizzo.

Nell’arco dei prossimi 10 anni a venire (tra il 2012 e il 2022) si stima l’evoluzione del processo che porterà all’interazione tra le cose e Internet.

E’ definito Internet delle cose il passaggio evolutivo in atto. Cerchiamo di capire meglio di che cosa si tratta: l’uso di Internet per il collegamento di oggetti di consumo in modo che siano in grado di creare e ricevere dati. Facciamo un esempio pratico, una macchina addetta alla produzione effettua il monitoraggio del proprio stato, entriamo più a fondo nel quotidiano, un forno potrà comunicare via web il proprio stato della temperatura, un acquario la necessità di depurazione, una pianta il bisogno di acqua.

E quello che ai nostri occhi sembrerebbe un futuro utopico in realtà è una tecnologia che già conosciamo. Come sempre nell’uso delle tecnologie sarà necessario tempo per poterne gestire al meglio l’applicazione. Gli elettrodomestici e le automobili sono già collegati.

Dov’è la rivoluzione concettuale? A differenza dei PC e dei Dispositivi mobili collegati a Internet che contemplano l’uso di un indirizzo IP, gli oggetti potranno anche non avere un indirizzo IP  puntando a  Internet  con BAR Code o QR Code e in tal modo fornire le informazioni via web a  computer o dispositivi mobili (cellulari, smartphone, iphone…).  Significa che oggetti passivi e senza vita possono collegarsi a Internet e vivere improvvisamente una vita propria!

Un futuro alla Harry Potter vedrà quindi i nostri figli circondati di oggetti divenuti attori del proprio utilizzo? “L’impatto potenziale di Internet delle cose è di enorme portata – L’internet delle cose potrà essere utilizzata in quasi tutti i settori: nella sanità, pubblica amministrazione, utility, trasporti, media, servizi finanziari, retail e industria manifatturiera. Il suo impatto non riguarderà soltanto le aziende, ma anche i consumatori privati e i comuni cittadini”. (John Mahoney, Hung Lehong Gartner Research 2011). Innumerevoli i vantaggi nel riuscire ad interpretare le informazioni che gli oggetti possono comunicarci, facilitando il lavoro e la vita quotidiana di ognuno di noi.

La cosa interessante è che l’oggetto per fornire informazioni e agire intelligentemente non deve necessariamente essere dotato di intelligenza, ad esempio una valigia non deve  essere intelligente per comunicare il luogo in cui si trova nel corso di un viaggio e qual’è il suo codice identificativo e caratteristiche (colore, peso ecc.), è sufficiente che si colleghi ad Internet e trasferisca le informazioni necessarie, è il collegamento tra le informazioni che possiamo definire intelligente e non l’oggetto che si collega.

La domanda sorge spontanea: è davvero necessaria l’intelligenza delle cose? Dipende dall’intelligenza delle persone e dall’uso che ne faranno nel futuro.

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