Le cellule del metabolismo che dal sovrappeso portano alle malattie

La costante crescita del numero di persone in sovrappeso è uno dei problemi di salute pubblica del nuovo millennio. Il sovrappeso, infatti, rappresenta un fattore di rischio per l’insorgere di molte malattie, da quelle cardiovascolari al cancro. Recenti studi contribuiscono a chiarire sempre più le ragioni della pericolosità del sovrappeso.

Secondo Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’istituto Clinico Humanitas e docente presso l’Università di Milano, l‘accumulo di grasso è una delle espressioni della nostra attività metabolica, ovvero quel complesso di chimiche che trasformano le proteine, gli zuccheri e i grassi contenuti nel cibo in energia e ”mattoni” per le nostre cellule. Oggi sappiamo che nel nostro organismo sono presenti due differenti tipi di grasso (bianco e bruno) che svolgono funzioni diverse, rispettivamente fornendo e bruciando il ”combustibile” che fa funzionare il nostro organismo.

 

Dice il Dott. Mantovani in uno stralcio di articolo apparso sulla rivista ‘L’Espresso‘: ”Il tessuto adiposo è molto più di un semplice deposito di grasso. E’ sorgente di ormoni, dai quali alcuni tumori, ad esempio quello della mammella, sono fortemente influenzati. Inoltre, nel tessuto adiposo sono presenti numerose cellule del sistema immunitario, in particolare i macrofagi, i quali svolgono un ruolo importante nello sviluppo di malattie legate all’eccesso di cibo, tra cui quelle cardiovascolari, il diabete e il cancro”.

La riscoperta dell’influenza del metabolismo su queste malattie e sul funzionamento del sistema immunitario è una delle frontiere della ricerca. Due recenti studi da parte del prestigioso ”Nature Cell Metabolism” danno una visione nuova e più complessa del rapporto tra le cellule dell’immunità, metabolismo e tessuto adiposo. Ancora il Prof. Mantovani: ”Questi studi ci mostrano come questi tre sistemi sono tra loro integrati e comunicanti, e ci fanno comprendere meglio perchè il sovrappeso aumenta il rischio di malattie. Infatti, rivelano che i macrofagi non solo sono a valle del metabolismo ma lo orchestrano, ossia dicono alle cellule del metabolismo come funzionare, e influenzano così le azioni dei vari tipi di grasso”.

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