Le insidie del capitalismo sul genere umano

Il capitalismo è un <<mostro>> che ha compattato gli esseri umani intorno alla dottrina comune del materialismo, rivelandosi artefice di una trasformazione voluta dall’alto, dalle grandi multinazionali, le quali volevano che gli uomini consumassero in tutti i modi, seguendo un modello imposto dai padroni della finanza e dell’economia.

Gli esperti stanno mettendo in guardia da molto tempo circa la mutazione antropologica cui è sottoposto il capitalismo. Contro quella metamorfosi cominciata negli anni Ottanta e che ha visto  finanziari e imprenditori riversarsi sul mercato con la voglia insopprimibile di ricchezza; con la volontà di conseguirla a tutti i costi, con ogni mezzo, in ogni istante.

Non sono manager ma lupi rapaci che conoscono a menadito l’arte di mercificare i corpi umani. Trasformando gli uomini in pedine di scambio, trasportando donne e bambini nelle fabbriche per profittare sulla manodopera e valutare gli esseri umani solo in base ai parametri delle perdite e dei profitti.

Il capitalismo è un mostro che divora le risorse della terra con una voracità disarmante. Una bestia che distrugge l’ambiente, inquina l’aria, cementifica la natura, altera gli alimenti, traffica in rifiuti e che quando il mondo non avrà più nulla da offrire, allora stramazzerà al suolo morente, con un boato sordo, trascinando con sé ogni cosa e ogni vita.

Diceva Churchill che il capitalismo era un disastro, ma che era sempre meglio del nazifascismo. La realtà, invece, è che, confrontando i danni, il capitalismo non è diverso dal nazifascismo. Solo che i regimi sanguinari sono terminati da tempo. Questo, invece, sembra proprio non voler tramontare e insidia seriamente il genere umano.

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