le perversione della privatizzazione italiana

Fra i grandi deficit di questo paese uno dei più eclatanti é il ritardo nella privatizzazione di enti e servizi ancora statali ma soprattutto nei pochi casi in cui si è tentato di privatizzare il risultato perverso che ne é venuto fuori. Un esempio emblematico sono le Poste Italiane società ad oggi di capitale completamente privata ma con un piccolo particolare che il suo patron é al 100 % lo stato Italiano. Quale é il risultato di questa geniale contraddizione ? Beh da un lato non potrà mai nascere alcuna concorrenza visto che di fatto é una società garantita dallo stato e soprattutto con prodotti garantiti senza considerare che é già bella e pronta e non é facile sfidare un colosso con dietro uno stato. Ma la cosa peggiore é che risultando formalmente privata non é tenuta alle regole che vengono seguite dalla amministrazioni pubblico come ad esempio bandire concorsi per le assunzioni ed é praticamente sotto la più completa influenza delle classe politica di turno.

Migliori risultati si sono ottenuti con le ferrovie dove però si é di fatto ceduta una partecipazione ai privati ma il prodotto che ne é venuto fuori soffoca comunque la concorrenza e non ha certo contribuito a ridurre le tariffe o ad aumentare i servizi ma solo ad arricchire qualcuno fermo restando che di fatto si é consegnato un colosso costruito con soldi pubblici nel mani di pochi privati a davvero un prezzo di favore.

Per quanto riguarda Enel, Eni, Telecom le cose sono andate un poco meglio ma comunque ancora non é mai stata sfiorata la libera concorrenza visto che tutte conservano la gestione della rete e di conseguenza sono un sine qua non e di esse sarebbe difficile pensare a un fallimento. Il fatto di possedere la rete elettrica, del gas o del telefono che  le compagnie concorrenti devono utilizzare ti mette in ogni caso in una condizione di vantaggio assoluto.

Ma la situazione senza dubbio più imbarazzante si ha nelle cosiddette società municipalizzate o in parte a capitale pubblico, nei consorzi di bonifica, comunità montane e decine di altri enti e imprese pubbliche. In particolare le società municipalizzate sono lontane dalla libera concorrenza appunto perché partecipate da colui che é il principale datore di lavoro in questo caso il comune. Ma se questo non fosse sufficiente, queste società municipalizzata o partecipate diventano il calderone dove facilmente vengono sistemate le clientele della politica e oltre a non essere esposti ad alcuna concorrenza e quindi sono inefficienti ma ancora vengono riempite di dipendenti e dirigenti scelti solo per i rapporti con la politica e quindi per questo non rimuovibili o soggetti a controlli disciplinare. Ma come si suol dire dulcis in fundo.

Le comunità montane, i consorzi di bonifica e le centinaia di enti vari e sparsi che non hanno alcuna utilità per il semplice fatto che sono prive di portafoglio e servono solo per pagare e indennizzare i vari politici o quelli da essi nominati nei consigli di amministrazioni. Si lo so storie vecchie sentite e risentite ma purtroppo ancora attuali.

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