Legge di stabilità: ecco cosa cambierà per gli italiani

La legge di stabilità, il disegno legge recentemente emanato dal Governo, dovrebbe garantire una maggiore equità della tassazione fiscale, a vantaggio delle fasce più deboli della popolazione, senza però modificare il saldo delle finanze pubbliche. Purtroppo, a quanto pare, le cose non sono davvero così semplici ed è per questo che le proteste non hanno tardato ad arrivare. E’ comunque giusto che ogni cittadino capisca quali sono i punti essenziali di questo decreto legge, per poi trarre le proprie personali conclusioni a riguardo; di seguito sono elencate le più importanti modifiche che saranno applicate al sistema fiscale italiano fino al 2015.

Le principali novità apportate dalla manovra di bilancio, che avranno un effetto gradualmente più consistente fino al 2015, possono essere divise in tre differenti categorie:

  • minori uscite: tagli a Regioni ed enti locali (scuole comprese); tagli alla Sanità pubblica; tagli ai progetti speciali degli enti previdenziali.
  • maggiori entrate: minori detrazioni fiscali; tassa sulle operazioni finanziarie; tassazione delle riserve per le compagnie di assicurazione; provvedimenti sul riallineamento fiscale delle banche.
  • modifiche sul fronte degli impieghi: aumento dell‘IVA di un punto; riduzione dell‘IRPEF sui redditi fino a 28000 euro; agevolazioni fiscali sulla produttività; maggiore tutela degli esodati; fondo per interventi urgenti.

Più nello specifico, le modifiche principali consisteranno nei punti seguenti:

  • Fondo sanitario: stretta all’acquisto di beni e servizi da parte di ASL e ospedali, che si sommerà ai tagli previsti dalla spending review. L’acquisto degli immobili da parte del servizio sanitario dovrà avvenire solo dopo averne dimostrato l’assoluta indispensabilità.
  • Tagli a Regioni, Comuni e Province: anche in questo caso i tagli si sommeranno a quelli previsti dalla spending review. Verrà però istituito un fondo per il trasporto pubblico.
  • Tagli agli enti pubblici: gli enti pubblici non potranno acquistare automobili fino al 31 dicembre 2014 e, per mobili e arredi, la spesa non potrà superare il 20% di quella relativa al 2011. Partirà inoltre l’operazione “cieli bui”, ai fini del risparmio energetico relativo all’illuminazione pubblica. Per quanto riguarda le scuole, invece, i docenti lavoreranno sei ore a settimana in più, ricevendo come compenso due settimane di ferie in più all’anno.
  • Banche e assicurazioni: le auto aziendali saranno meno deducibili, salgono le imposte gravanti sulle compagnie di assicurazione e viene imposto alle banche di versare nel corso del 2013 (e non in tre rate, come precedentemente stabilito) l’imposta sostitutiva per il riallineamento fiscale.
  • Stretta sulle detrazioni fiscali: diminuiscono le detrazioni fiscali per i redditi superiori a 15000 euro e viene inoltre introdotto un tetto di 3000 euro per le imposte detraibili. Questo significa che assegni al coniuge, donazioni e tasse universitarie e scolastiche graveranno di più sui contribuenti, a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2012.
  • Tassa sulle transazioni finanziarie, detta tobin tax: questa imposta consisterà in un prelievo dello 0.05% sulla compravendita di azioni e derivati. Le modalità di applicazione saranno meglio definite da un decreto ministeriale.
  • Tutela degli esodati: per la tutela di quei lavoratori che, avendo lasciato la loro azienda per l’avvicinarsi dell’età pensionabile, rischiano ora di ritrovarsi senza assegno a causa della riforma previdenziale dell’anno scorso,  la nuova manovra ha previsto un fondo apposito. Altri fondi, tra i quali il Fondo per lo sviluppo e la coesione, andranno invece a finanziare rete ferroviaria e rete autostradale, oltre che far fronte ai mancati adempimenti di contratto come quello del ponte sullo stretto di Messina.
  • Misure sperimentali sulla produttività del lavoro, ovvero un’agevolazione fiscale per le aziende, le cui modalità saranno stabilite da un decreto del Presidente del Consiglio.
  • Aumento dell’IVA e calo del’IRPEF sui redditi bassi: è il punto che fa più discutere. Secondo il Governo, questo provvedimento dovrebbe introdurre una maggiore equità fiscale e un’agevolazione delle famiglie, con l’effetto secondario di ridurre i prezzi delle esportazioni e aumentare quello delle importazioni, generando così crescita. Diversi parlamentari, però, ritengono che il provvedimento non offra reali agevolazioni, gravando anzi maggiormente su chi ha un minor reddito.

Sarà vera gloria, per l’Italia? Ai contribuenti (presenti e futuri) l’ardua sentenza.

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