Libia, la guerra che parte dal basso

GheddafiL’esercito libico, se così può essere chiamato, vede tra le sue linee 40000 uomini.Il cosiddetto “esercito del popolo” rappresenta quindi una sorta di forza simbolica poichè Gheddafi negli anni ’80 decapitò tutte le strutture di comando dell’esercito libico per facilitarne quindi il golpe.

Ciò di cui bisogna aver paura è però delle forze d’elitè pagate direttamente dalla famiglia Gheddafi, con un alto addestramento. Non vanno sottovalutate le forze aeree libiche e anche  l’apparato d’intelligence creato dal leader libico che vede diramazioni in tutto il paese, e perchè no, nel mondo.

Quando inizieranno a sgretolarsi le strutture interne dell’esercito elitario creato da Gheddafi allora si potrà veramente considerato caduto il regime libico.

Ora come  ora il leader è asserragliato nel suo bunker protetto dalle milizie mercenarie provenienti da est da paesi come Nigeria, Guinea ed Etiopia oltre che dallo Zimbabwe con al capo dell’ armata “Khamis” il secondogenito di Gheddafi, il tutto per un totale di 5000 uomini motivatissimi per la continuazione della supremazia della famiglia Gheddafi in Libia.

Nelle ultime ore è stato nato un nuovo consiglio nazionale nell’Est del paese, nella regione Cirenaica dove è nato tutto, nelle tribù che popolano quella regione.

Una rivoluzione, una guerra e chissà, la fine di un regime che dura dal rovesciamento della monarchia il 10 settembre 1969, che mise al capo del governo Gheddafi.

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