L’insegnante: da “istituzione” a “babysitter”?

Anni fa l’insegnante rappresentava un punto di riferimento e una professione rispettata e ammirata. Nei paesi il maestro era una vera e propria istituzione, ed i genitori degli alunni non si sognavano nemmeno di mettere in dubbio il suo giudizio. Oggi purtroppo la situazione è molto diversa. Essere un insegnante non ha più il prestigio di una volta, e ormai i genitori si rivolgono in maniera saccente e scortese nei confronti della categoria.

Di conseguenza i bambini, o i ragazzi a seconda dei casi, si sentono spalleggiati dai genitori e quindi si comportano in maniera inadeguata mancando totalmente di rispetto nei confronti dei professori, arrivando nei casi più gravi ad essere anche violenti. I risultati di questa confusione si vedono nelle nostre nuove generazioni. I processi educativi dovrebbero essere chiari e lineari, perciò le famiglie dovrebbero collaborare con le istituzioni scolastiche per costruire un cammino unitario e definito che eviti eventuali confusioni nei ragazzi.

Il Ministero della Pubblica Istruzione dovrebbe inoltre varare delle normative atte a ridare alla figura dell’insegnante quell’importanza e quella responsabilità che è insita nella sua missione imponendo anche ai professori dei corsi di psicologia per fronteggiare eventuali situazioni difficili da gestire. E’ importante sottolineare che dalla scuola passano tutti, perciò la scuola rappresenta il filtro più efficace per migliorare radicalmente la nostra società.

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