Liste elettorali e forze politiche

Impazza la corsa alle liste elettorali. In questi ultimi giorni è soprattutto nel PDL che si sta giocando la partita, sempre più dura, della composizione delle liste da presentare per le ormai imminenti elezioni politiche nazionali. Nel tira e molla delle ultime ore, si fa da parte Dell’Utri, sembra in forse Cosentino, in Liguria il passo indietro di Scaloja preannuncia una mezza rivolta del Pdl locale, sembra infine spuntare la candidatura, sempre in Liguria, di Minzolini. Le altre forze politiche nazionali, a partire dal Pd, stanno relativamente meglio (anche se non troppo). In Calabria, ad esempio, nelle liste del PD non riescono a trovare posto i sindaci antimafia e si rinnovano, i soliti nomi  di dirigenti nazionali e o apparato locale. Anche la lista Monti sembra ondeggiare tra vecchi nomi della politica e la necessità di immettere nelle liste elettorali nomi nuovi della cosiddetta “società civile”. Si sa poco o nulla invece delle altre due formazioni che dovrebbero svolgere un ruolo non secondario nella prossima tornata elettorale: il movimento 5 stelle di Beppe Grillo e la coalizione “Rivoluzione civile” di Ingroia.

Un dato sembra emergere con chiarezza. È la rincorsa ad una candidatura il più possibile “certa” che, con l’attuale legge elettorale che tutti condannavano e che nessuno ha voluto cambiare, garantisce, se ci si colloca nei primi posti della lista, una sicura elezione.  Se queste sono le premesse, ne vedremo delle belle.

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