L’Italia si avvia verso il centrosinistra, anzi la sinistra-centro.

Com’è noto, a febbraio gli italiani saranno chiamati alle urne. Gli elettori dovranno scegliere se votare a destra, a sinistra o al centro, ossia per Berlusconi, per Bersani  o per Monti con tutto il suo codazzo di movimenti, liste civiche, partiti e partitini. Quindi, se Bersani non dovesse vincere, cosa che ad oggi pare una circostanza possibile, si dovrà alleare col cosiddetto centro e finalmente, per lui, andrà al potere. Arrivo a questa conclusione perché sono anni che la sinistra, come si dice a Roma, rosica. Vuole governare. Non per niente un anno fa circa, si è addirittura sbilanciata con un qualcosa che assomigliava ad un golpe, cioè l’esperienza del governo dei colonnelli, scusate il lapsus, dei tecnici.

La nostra Repubblica non aveva mai visto un fatto del genere. Naturalmente, c’è da chiedersi quale sia il motivo ossessivo che spinge Bersani & Co. a volere il potere. Beh, la sinistra, a parte qualche rottame folcloristico, è in crisi di identità e, soprattutto, non c’è più l’URSS a foraggiarla, a finanziare i suoi tentativi di scalata al potere. Ergo, il potere è la conditio sine qua non perché gli ex (?) compagni possano continuare a vivere, diversamente sono destinati a sfumare, a sparire dalla scena. Il potere, ben si sa, paga, eccome!

Concludendo il quid novi che il popolo italiano in tutti questi anni ha aspettato, sta per arrivare. Non avremo più un governo formato dalla DC e sostenuto dalla sinistra, bensì un esecutivo formato dalla sinistra e puntellato da ex DC, banchieri, finanzieri, avventurieri, massoni, professori, esperti e compagnia cantanti.

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